Esondazione del fiume Panaro: drammatiche immagini dall'elicottero. Circa 400 sfollati
Sono 64 le persone che hanno trovato asilo nelle aree di assistenza organizzate nel modenese, 300 sono state accolte presso parenti, dopo l'esondazione del fiume Panaro che ha travolto l'argine a monte dell'abitato di Nonantola (Emilia Romagna)
Un déjà vu, quasi sette anni dopo. Allora fu il Secchia, questa volta è stato il Panaro a rompere un argine in una zona compresa tra Castelfranco Emilia e Nonantola. Il bilancio è di circa 400 sfollati, per l'esattezza 64 persone sono state accolte nelle aree di assistenza organizzate nel modenese, 300 sono ospiti di parenti.
I danni si annunciano ingenti, sia dal punto di vista dell'agricoltura che da quello delle attività imprenditoriali. Sono numerose le testimonianze lungo la via Emilia (il Comune di Modena ne ha deciso la chiusura di un ampio tratto, stesso discorso vale per i ponti) di imprese violate dall'acqua: dal ristorante per grandi eventi al concessionario di auto. Metri d'acqua anche dentro le abitazioni. Un pilone in pietra del Ponte Samone di Pavullo ha ceduto. La beffa per questi luoghi è arrivata nel giorno in cui il cambio di colore dell'emergenza Covid avrebbe dovuto portare qualche spiraglio di positività in un periodo di certo non facile.
'Colpa', ancora una volta, di un mix fatto di nevicate abbondanti in Appennino seguite da giornate di piogge costanti. Le piene dei fiumi Secchia e Panaro hanno fatto registrare, spiega l'amministrazione comunale modenese "i livelli massimi mai raggiunti negli ultimi anni". Centinaia gli interventi dei vigili del fuoco.
A Castelfranco erano già state allestite tre strutture per l'accoglienza: una per i positivi al Covid, una per i negativi e una per quelli che devono osservare l'isolamento. E se il sindaco di Castelfranco Emilia, Giovanni Gargano, ha parlato di una situazione "critica, ma sotto controllo", l'acqua del Panaro è giunta fino al centro abitato di Nonantola, dove il lavoro di vigili del fuoco, protezione civile e forze dell'ordine è stato incessante per mettere in sicurezza i residenti. E ora, d'accordo con il presidente Bonaccini, i comuni colpiti sono pronti a chiedere al governo lo stato d'emergenza nazionale.