Etichette antifrode al DNA: un'italiana tra le "Donne Innovatrici" premiate dall'Ue
L'innovativo sistema di tracciabilità ideato da Michela Puddu sfrutta sequenze di DNA artificiale incapsulate in particelle sferiche che vengono nebulizzate direttamente sul prodotto
L'italiana Michela Puddu è fra le quattro vincitrici del premio dell'Unione Europea per le Donne Innovatrici finanziato nell'ambito del programma quadro di ricerca Ue Horizons 2020, destinato a ricompensare le donne che si sono distinte nella ricerca e nell'innovazione europea.
È sua l'idea delle "etichette al Dna", un sistema innovativo di tracciabilità delle merci applicabile a qualsiasi settore della produzione, dal tessile all'agroalimentare, con il quale sarà possibile smascherare, ad esempio, le frodi al "made in Italy" o verificare che il cotone di una maglietta sia realmente biologico come annunciato nell'etichetta di vendita.
Laureata in Scienza dei materiali nell'università di Tor Vergata e con un master presso il Politecnico di Zurigo, Michela Puddu è co-fondatrice e amministratore delegato di Haelixa, una società svizzera specializzata nell'uso di soluzioni di tracciabilità basate sul DNA per assicurare procedure industriali trasparenti e rispettose dell'etica.
L'idea
"Oggi la maggior parte dei sistemi di tracciabilità è fisicamente distaccata dal prodotto, che siano certificati o codici e barre, fino alla blockchain, e questo può indurre frodi", osserva Puddu. L'idea, allora è stata utilizzare le quattro lettere alla base del codice della vita per scrivere sequenze di informazione genetica completamente nuove e artificiali, ma che possono essere lette con kit già in commercio e utilizzati per l'analisi forense o clinica, come in una sorta di "test di paternità" del prodotto, semplice e non distruttivo.
Come funziona
"Sono sequenze di Dna che non hanno significato biologico, ma che rappresentano un produttore o una casa manifatturiera", spiega Puddu. Una volta rese stabili e incapsulate in particelle sferiche che proteggono il Dna da alterazioni, le etichette al Dna sono completamente trasparenti e vengono nebulizzate sul prodotto in qualsiasi fase della produzione, dalla raccolta della materia prima al manufatto: "in questo modo è possibile ricostruirne tutta la storia e determinare l'autenticità".
"Spero che le vincitrici possano a loro volta ispirare molto altre donne a intraprendere attività innovative", ha detto a Parigi il commissario europeo per la Ricerca, la scienza e l'innovazione, Carlos Moedas, annunciando i nomi delle vincitrici nella conferenza internazionale VivaTech, sull'innovazione.
Con Puddu, che ha ricevuto 50.000 euro come innovatrice emergente nella classe under 35, sono state premiate con 100.000 euro ciascuna la lituana Irina Borodina, la cui azienda biotech produce feromoni da utilizzare in alternativa ai pesticidi, la francese Martine Caroff, a capo di due aziende biotech specializzate in componenti per vaccini e immunoterapia contro i tumori, e l'israeliana Shimrit Perkol-Finkel, la cui azienda è specializzata in infrastrutture costiere ecologiche.