Eruzione dell'Etna, fontane di lava alte 50 metri e pioggia di lapilli
Secondo il direttore dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Stefano Branca "l'evento non è assolutamente preoccupante e fa parte della normale attività del vulcano". L'istituto in un comunicato ha sottolineato come "in questo momento è in atto un'attività dal cratere di Sud-Est con l'emissione lavica lungo la parete occidentale della Valle del Bove, dove attualmente il fronte lavico ha raggiunto la quota di circa 2000 metri sul livello del mare".
A metà pomeriggio l'esplosione, poi la colonna di fumo visibile subito a centinaia di chilometri, poi ancora la fontana di lava che ha raggiunto in pochi secondi l'altezza di 50 metri e infine dopo qualche minuto la pioggia di lapilli, alcuni grandi più di 109 centimetri che hanno coperto Catania e i paesi etnei creando qualche disagio alla circolazione. Da mesi l'Etna non dava prova della sua straordinaria potenza, per fortuna oggi senza danni a persone e cose. Lo spettacolo delle fontane di lava si è esaurito dopo poco più di un'ora intorno alle 18.10 ed ora rimangono due colate laviche che si dirigono nella desertica valle del Bove. L'unico grande disagio è stata la chiusura dell'aeroporto internazionale di Fontanarossa che ha sospeso la propria operatività per l'emergenza cenere lavica. Una decisione presa dall'unità di crisi dello scalo. "La colonna di fumo e cenere emessa dal cratere di Sud-Est è alta oltre un chilometro e il buio non consente di garantire la sicurezza dei voli". Cinque i voli in arrivo e in partenza cancellati o dirottati su altri aeroporti. Su gran parte della provincia di Catania è in corso una pioggia di cenere, ma anche di pietre grandi circa un centimetro. Lapilli e cenere rossa anche sul capoluogo etneo, ma la situazione più critica è a Mascalucia.