Etna, un'altra eruzione: trabocca ancora il cratere Sud-Est, alta nube di cenere. Le nuove immagini
Alle 8.55 di questa mattina le telecamere che monitorano l'Etna hanno registrato l'apertura di un nuovo fronte lavico.
Un pennacchio grigio di cenere si è levato sopra la cima del vulcano questa mattina a causa di una nuova attività parossistica localizzata nel cratere Sud-Est. La cenere, spinta dal vento verso sud, ha coperto i paesi nelle vicinanze del vulcano ma ha colpito i centri abitati anche a decine di chilometri di distanza. Il vulcano attivo più alto d'Europa ha ripreso la sua attività eruttiva per oltre un'ora con trabocchi di lava incandescente che si sono levati per diversi metri in altezza alimentando i flussi lavici che si riversavano nella valle Valle del Bove.
L'apertura del nuovo fronte lavico è stata causata da un secondo trabocco fuoriuscito dal cratere di Sud-Est. Lo ha rilevato l'Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia con l'ausilio delle telecamere di sorveglianza del vulcano. Il flusso lavico sta scendendo il versante orientale del cono e si dirige verso la desertica Valle del Bove. L'ampiezza del tremore è in aumento.
L'Osservatorio Etneo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha comunicato nel corso della mattina che sull'Etna si è esaurita la fontana di lava. I flussi lavici che si espandono sulla Valle del Bove, si attestano ad una quota di circa 2600 metri sul livello del mare ma non sono più alimentati. La nube eruttiva prodotta dall'attività esplosiva si è dispersa in direzione est-sud-est ad una quota di circa 10.000 metri causando la ricaduta di cenere e lapilli sugli abitati del versante orientale del vulcano.
L'ampiezza media del tremore vulcanico e l'attività infrasonica hanno registrato una diminuzione della loro intensità ed allo stato attuale risultano confrontabili a quelli che hanno preceduto l'attività di fontana di lava. I dati di deformazione indicano un rientro delle variazioni registrate alla rete clinometrica.
Controlli per impedire accesso escurionisti
Sull'Etna, dove il 16 febbraio scorso è ripresa l'attività eruttiva con nuovi spettacolari episodi parossistici anche nella giornata di giovedì, sono presenti i militari della Guardia di finanza di Catania che hanno predisposto un servizio di controllo del territorio. In particolare i militari del Sagf di Nicolosi si sono recati in prossimità delle quote sommitali - versante sud a quota 2500 - per impedire l'accesso all'aree interdette ai potenziali escursionisti.