Faked photo. Il trucco del tabloid per calcare la mano sulla bimba affidata alla famiglia musulmana
Intanto si chiariscono i contorni della vicenda. Pubblichiamo le prove del caso in base alle quali, infine, il giudice ha affidato la bambina alla nonna materna, musulmana non praticante.
La foto ritoccata
Una famiglia a passeggio in una giornata di sole sul prato verde di un parco di Dubai. La foto di archivio di Getty usata dal Mail Online per illustrare la vicenda della bambina non era però evidentemente abbastanza "estrema" per illustrare il taglio che della storia voleva dare il tabloid britannico calcando la mano sull'oscurantismo delle famiglie affidatarie. Ecco allora che il volto sorridente della donna viene 'photoshoppato' per trasformare il velo del suo hijab in un completo e più "minaccioso" niqab. Ma il trucco non passa inosservato e viene ben presto sbugiardato sui social media.
Hi @EleanorHarding. Could you explain why this photo of a Muslim woman was altered for this Mail Online story credited to you? pic.twitter.com/5pZO38fkbX
— Bertie (@BertrandRustles) 29 agosto 2017
La decisione del giudice
Intanto si chiariscono i contorni della vicenda e il giudice affida la bambina alla nonna materna, musulmana non praticante. La bimba lascerà l'ultima famiglia adottiva e andrà a stare con la nonna. Lo ha deciso il giudice, Khatun Sapnara, dopo le polemiche scatenate da un articolo del Times che è diventato virale in poche ore ma che è stato criticato dalle autorità per le numerose inesattezze relative alla presunta sofferenza inflitta alla bambina per le imposizioni cui era sottoposta. Inesattezze rilanciate e amplificate poi dai tabloid inglesi in chiave chiaramente islamofobica. Le famiglie affidatarie, riportava originariamente il quotidiano, le avevano tolto la catenina con il crocifisso e l'avevano spinta a imparare l'arabo fino a privarla del suo piatto preferitola pasta alla carbonara.
Oggi emerge dalle carte che la madre della bambina "cristiana" è stata in realtà cresciuta in un contesto di fede islamica: i suoi genitori, i
nonni materni della bambina, sono infatti "musulmani ma non praticanti" come si legge nel documento divulgato dal tribunale minorile di Londra di cui vi proponiamo in traduzione uno stralcio e che è invece reperibile in originale a questo indirizzo.
L'ultima inesattezza è stata denunciata dal distretto dei servizi sociali di Tower Hamlets, l'istituzione che aveva deciso originariamente l'affidamento della bambina, che ha smentito la circostanza secondo cui le famiglie musulmane adottive non parlassero la lingua inglese.
Le prove del caso
Ecco uno stralcio del documento del tribunale inglese con le prove del caso su cui il giudice ha fondato la decisione pubblicato dopo il clamore suscitato dall'articolo del Times e che getta un po' di luce anche sul contesto familiare originario da cui è scaturita la vicenda, pur con i dovuti omissis nel rispetto della privacy:
1.C'è una storia e un contesto complesso dietro questo caso e la cura della bambina da parte della madre.
2.La bambina è stata tolta alla madre e collocata dai servizi sociali presso una famiglia affidataria nel marzo del 2017 sulla base di una situazione di emergenza dopo l'intervento della polizia che hanno esercitato i loro poteri di protezione. All'epoca non era disponibile alcuna soluzione di affido corrispondente dal punto di vista culturale. C'è stato un temporaneo cambio di famiglia affidataria in estate per consentire alla prima famiglia affidataria di andare in vacanza.
3.La bambina è stata soggetta a una ordinanza di affido temporaneo alla autorità locale dal 10 marzo 2017
4.La bambina ha trascorso tempo supervisionato con la madre per tre volte ogni settimana. Ha trascorso del tempo anche con la nonna e ha avuto contatto telefonico settimanale con entrambe.
5.Il padre biologico della bambina non è stato trovato.
6.La bambina e la madre hanno ricevuto tutela legale separata lungo tutto il procedimento. Questa tutela è stata sovvenzionata con denaro pubblico.
7.La bambina ha ricevuto una Sorvegliante del CAFCASS incaricato da un altro tribunale indipendente per tutelare i suoi interessi lungo tutto il procedimento.
8.La madre ha sollevato delle preoccupazioni riguardo alla appropriatezza dell'affido. Il 27 giugno la corte ha chiesto alle autorità locali di produrre una dichiarazione riguardo all'appropriatezza culturale della colocazione in affido.
9.La dichiarazione è stata prodotta. Le autorità locali contestano le accuse mosse contro gli affidatari.
10. La Sorvegliante della bambina ha intrapreso una indagine e fatto visita alla bambina nell'attuale casa di affidamento e ha trascorso del tempo da solo con la bambina stessa. La Sorvegliante non ha espresso preoccupazioni sul benessere della bambina e dichiara che la bambina è a posto e ben curata dagli affidatari.
11. La madre ha confermato oggi ulteriori preoccupazioni rispetto agli affidatari. Il tribunale ha chiesto alle autorità locali una ulteriore dichiarazione per rispondere a queste preoccupazioni.
12. La madre ha chiesto che la bambina fosse data in affido alla nonna materna durante l'udienza del 27 giugno scorso. Il tribunale ha rifiutato quella richiesta in quanto all'epoca non era disponibile un rapporto completo che dichiarasse la nonna come un affido appropriato e sicuro per la bambina. La sorvegliante della bambina inoltre ha dichiarato la richiesta prematura in quel momento.
13. In nessun momento della procedura la madre ha chiesto ufficialmente un cambio dell'affido.
14. Il 27 il tribunale ha rimandato il caso al 29 agosto per la successiva udienza. L'attuale affidamento (quello estivo temporaneo) scadeva oggi (29 agosto ndr).
15. Il rapporto che dichiara la nonna materna come una Sorvegliante Speciale è ora disponibile ed è positivo raccomandandola come possibile affidataria. La nonna materna ha ora cambiato la sua posizione e dice che desidera tornare nel suo Paese di origine e prendersi cura là della bambina. Questo richiederà ulteriori passi da fare per ottenere ordini appropriati nei tribunali del Paese di origine della nonna.
16. I documenti, inclusa una dichiarazione dei nonni materni, dicono che sono musulmani di origine ma non praticanti. La madre della bambina dichiara che sono di origine cristiana.
17.Il 15 agosto le autorità locali hanno proposto il cambio nel piano di affido per poter consentire alla bambina di essere affidata oggi alla nonna. Tutte le parti sono d'accordo.
La decisione finale del giudice, opponendosi la madre all'affido a lungo termine alla nonna proposto dalle autorità locali, è che questa sistemazione sia ad interim e soggetta a una ulteriore verifica e decisione mentre nel frattempo la madre continuerà ad aver un contatto periodico e sorvegliato con la bambina. Dal documento emerge anche una ulteriore complicazione in quanto la nonna avrebbe manifestato l'intenzione di tornare nel paese di origine portando con se la piccola.
Infine il giudice ha voluto prendere in considerazione proprio l'aspetto mediatico sollevato dalla vicenda. In primo luogo ha voluto mettere le mani avanti scrivendo che questa ultima decisione non è stata presa sotto l'influenza del clamore mediatico. Inoltre ha messo a verbale una dichiarazione della madre che conferma di non aver rivelato documenti confidenziali del caso alla stampa. In conclusione il tribunale esprime la preoccupazione che immagini della bambina circolino sui media e dichiara che "è imperativo che non venga pubblicata alcuna informazione diretta o indiretta che possa ricondurre all'identità della bambina, anche attraverso una informazione "a mosaico" ("Jigsaw" è il termine utilizzato dal giudice).