Femministe fanno causa al concorso di Miss Francia: "Sessista"
Secondo Osez le féminisme i criteri di reclutamento delle candidate sono discriminatori e si viola il diritto del lavoro
Un'associazione femminista accusa il concorso di Miss Francia ed Endemol Production di discriminazione e di mancato rispetto del diritto del lavoro. Secondo Osez le féminisme i criteri di reclutamento delle candidate - tra cui l'altezza di almeno 1,70 cm, lo stato di single e l'aspetto "rappresentativo della bellezza" - sono discriminatori. La questione è arrivata davanti al tribunale del lavoro, con tanto di testimonianza di tre donne respinte perché non soddisfacevano i criteri richiesti dagli organizzatori che chiedono un risarcimento simbolico di un euro. Endemol "usa le donne per produrre un programma estremamente redditizio mentre viola il diritto del lavoro", sostengono le querelanti.
Vero è che le candidate alla corona di bellezza non firmano nessun contratto di lavoro con gli organizzatori del concorso, ma il loro rapporto con Endemol è assimilabile a quello tra un dipendente e il suo datore di lavoro, afferma l'associazione, e il Codice del lavoro vieta, in un processo di assunzione, qualsiasi criterio relativo a "morale, età, stato di famiglia o aspetto fisico", spiega Violaine de Filippis-Abate, avvocato di Osez le féminisme. Di conseguenza, i ricorrenti chiedono al tribunale del lavoro di ordinare agli organizzatori del concorso di rimuovere clausole discriminatorie dalle loro regole, come quelle che vietano di fumare in pubblico, avere tatuaggi più grandi di 3 cm o piercing visibili.
Tra gli obiettivi dell'associazione anche quello di far riconoscere il carattere lavorativo del concorso. L e ragazza sospendono ogni attività per ballare, cantare, sfilare con un impegno notevole ma non definito in un contratto. E c'è un precedente: nel 2013 i probiviri accertarono l’esistenza di un legame di lavoro in un concorso analogo, e accolsero il ricorso contro Mister France.