Di Maio: ora lo Stato siamo noi
Grillo: contro chi farò satira?
Tricolori e bandiere del M5S, "vecchia guardia", neo-pragmatici, "big" diventati ministri: la festa per il governo organizzata dal Movimento alla Bocca della Verità è un modo per ricompattare un universo che ha vissuto gli ultimi giorni come un sisma. E, non a caso, a salire sul palco arriva Beppe Grillo, che esce dal cono d'ombra delle ultime settimane e, assieme a Davide Casaleggio, prova a mantenere intatto l'equilibro tra l'ala governista e un'ala ortodossa che mira a non disperdere il Movimento delle origini. Con all'orizzonte, un possibile restyling dei vertici pentastellati.
Grillo: euro, tutti hanno un piano B
"Questo suono determina la divisione di un mondo che se ne sta andando con un mondo che arranca e sta arrivando". Lo afferma Grillo dal palco suonando una campanella che ricorda quella del passaggio di consegne da un governo all'altro. "C'è un mondo che se ne va, che agonizza, e un mondo che sta arrivando e noi stiamo accelerando", aggiunge. "Nessuno si aspettava una roba così, se Gianroberto fosse qua oggi, se fosse stato alla parata, sicuramente avrebbe detto 'eh, andiamo avanti'", scherza Grillo.
E aggiunge: "Con chi ca.. farò satira oggi? Contro chi me la prenderò? Contro i miei? Forse". "Questa doveva essere una manifestazione contro Mattarella, ora rovesciate i manifesti che avete preparato con 'Abbasso Mattarella' e così si legge 'Vive Mattarella'". Aggiunge: "Europa, non Europa, contro l'euro, non contro l'euro ma tutti hanno un piano B". Grillo quindi abbozza un discorso in finto tedesco e, senza citare Angela Merkel, sottolinea: "Ti aspettiamo a Ischia!".
"Mi candiderò al Quirinale"
"Roma deve diventare una città-Stato", ha detto Grillo, facendo poi la battuta "io mi candiderò per diventare il presidente della Repubblica prossimo". E ha chiesto "guardate il mondo con altri occhi . E' arrivato questo mondo". La Costituzione "è stata fatta" negli anni '50 (sic). "Chi l'ha scritta ha pensato al popolo italiano del dopoguerra", scrivendola "per la facile comprensione" - ha detto ancora Grillo, sottolineando che Piero Calamandrei "l'ha chiamata l'incompiuta", e ci sono delle cose che sono state dimenticate. "Oggi si parte da un altro presupposto", ha detto Grillo, prendendosela con chi pretende di decidere la politica economica italiana.
Di Maio: ora lo Stato siamo noi
Di Maio è tra i più acclamati al suo arrivo. Poco prima, in un video tour via Facebook al ministero dello Sviluppo Economico, lancia le sue prime priorità: non cita il reddito di cittadinanza ma quel superamento della Fornero "caro" alla Lega e la quota 100 delle pensioni contenuta nel programma del Movimento. Smussa, inoltre, i toni nei confronti del Quirinale - parlando di "interlocuzione virtuosa" - contro il quale, di fatto, aveva indetto la manifestazione del 2 giugno a Roma. Ma, ammette lui stesso, "il governo del cambiamento ci è stato permesso". E Di Maio si presenta con tutta la squadra dei ministri M5S e con il neo-consulente del Mise Sergio Bramini, imprenditore costretto a far fallire la sua azienda e al quale la casa è stata pignorata dopo aver chiesto invano crediti nei confronti dello Stato. "Ora lo Stato siamo noi, questa è la Repubblica del M5S", è il messaggio di Di Maio che, dal palco, saluta il presidente Sergio Mattarella e il presidente della Camera Roberto Fico, mediatore nella ricucitura del M5S con il Colle. La battuta provoca una replica dal Pd: "Mai un despota ha esplicitato più energicamente la sua natura. E' la parola riportata di Luigi XIV: 'Lo Stato, sono io' sono parole di Chateaubriand, Giggino, che non è solo un liceo". Così il costituzionalista e deputato Pd Stefano Ceccanti commenta le parole di Di Maio alla manifestazione M5S.
Dalla protesta al governo
E la piazza della protesta, per la prima volta nella storia del Movimento, diventa la piazza della celebrazione del governo. Pochissimi gli assenti ad un evento aperto, non a caso, da due "ortodossi" doc come Dalila Nesci - che cita le parole guerriere di Grillo - e Nicola Morra che ribadisce come sono "i contenuti" ad essere al centro dell'azione dei Cinque Stelle. C'è il sindaco Virginia Raggi, esponenti storici come Giancarlo Cancelleri e Alessio Villarosa, c'è la squadra dei ministri al gran completo, eccetto il premier Giuseppe Conte. I toni sono quelli di lotta cari al Movimento: dal palco si promette un'Italia più forte, si assicura che la troika in Italia non verrà, si promette lotta senza respiro in Europa. Ma sotto la coltre della festa del Governo a 5 Stelle c'è un Movimento che si muove. Fonti pentastellate spiegano infatti come, nel medio periodo, ci sia la possibilità di un restyling nei vertici del Movimento con l'istituzione di un una sorta di nuovo direttorio, più allargato rispetto a quello a 5 nato nel 2014, che affianchi Di Maio - superministro e vice premier - nella direzione del Movimento.
Grillo, prima di arrivare alla festa, tiene un lungo vertice con Casaleggio, con il direttivo dell'associazione Rousseau e, per un paio d'ore, anche con Raggi e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Poi, scatta l'ora della festa in piazza.