Festival dei giovani: nel segno dei Millennials italiani
L'obiettivo è "lasciare il segno", far parlare di sé una generazione che non si riconosce nelle definizioni correnti. Il Festival organizzato dall'Università Luiss Guido Carli in collaborazione con imprese e istituzioni, con 130 eventi, racconta le tematiche più vicine agli studenti delle scuole superiori con seminari e dibattiti su lavoro, impegno sociale, arte, cultura e politica. E c'è anche un contest per le idee innovative di studenti che diventeranno, chissà, future startup. Di Celia Guimaraes
Un centinaio di istituti, più di diecimila studenti delle scuole superiori (licei e istituti tecnici) di tutta Italia. Il Festival dei giovani, alla sua seconda edizione, è un’iniziativa pensata e sviluppata insieme a questi ragazzi, che a Gaeta, in provincia di Latina, in quattro giorni hanno raccontato i propri sogni, presentato le proprie idee e ascoltato interventi di alcune delle eccellenze italiane che sono modello d’ispirazione. Come Ilaria Capua, virologa di fama internazionale, riconosciuta a livello internazionale per i suoi studi sul virus influenzale e per aver depositato nel 2006 la sequenza genetica del virus dell’aviaria in un database ‘open access’. Grazie a questa scelta in controtendenza, oggi la condivisione di informazioni genetiche e dei patogeni tra la comunità scientifica è considerata indispensabile e raccomandata dalle organizzazioni internazionali. Ilaria Capua attualmente dirige un centro di eccellenza alla University of Florida. Ai giovani presenti al Festival ha parlato di un ‘Virus da sconfiggere: la sfiducia nella ricerca’. E ha consigliato loro di essere multidisciplinari nelle scelte, associando magari discipline umanistiche e scientifiche.