Fukushima. Nuovo rapporto lancia l'allarme: ancora alti livelli di contaminazione radioattiva
La bozza di un nuovo rapporto di indagine sull'incidente nucleare di Fukushima del 2011 resa pubblica mercoledì dalle autorità giapponesi, denuncia livelli pericolosamente alti di contaminazione radioattiva ancora presenti in due dei tre reattori, e manifesta preoccupazione per le operazioni di smantellamento in corso che ora rischiano di subire uno stop.
Nel rapporto si legge che, secondo i dati raccolti dagli investigatori, i coperchi che sigillano le vasche di contenimento dei reattori 2 e 3 sono contaminati tanto quanto i detriti di combustibile nucleare fusi e caduti sul fondo dei reattori dopo lo tsunami e il terremoto del marzo 2011.
Gli esperti spiegano che il fondo delle coperture, un triplo strato di cemento a forma di disco di 12 metri di diametro che si trova sopra la vasca di contenimento primario, è ricoperto da alti livelli di Cesio-137 radioattivo. Il coperchio del reattore 1 risulta invece meno contaminato, presumibilmente perché il tappo è stato leggermente scostato e sformato a causa dell'esplosione dell'idrogeno.
Gli esperti hanno misurato i livelli di radiazione in diversi punti all'interno degli edifici dei tre reattori, e hanno esaminato come i materiali radioattivi si sono mossi e come hanno funzionato le attrezzature di sicurezza durante l'incidente. Hanno anche detto che il tentativo di ventilazione nell'Unità 2 per prevenire i danni al reattore non ha mai funzionato, e che altre misure di sicurezza e attrezzature devono ancora essere esaminate.
La contaminazione delle coperture non influirebbe sull'ambiente perché le vasche di contenimento sono racchiuse all'interno degli edifici. Il rapporto non ha fornito ulteriori dettagli su se o come la contaminazione del coperchio avrebbe influenzato il progresso delle operazioni di smaltimento. Il presidente della Commissione per la regolamentazione dell'energia nucleare Toyoshi Fuketa ha definito i risultati "estremamente gravi" e ha detto che avrebbero reso la rimozione del combustibile fuso "più difficile". Ha aggiunto che capire come rimuovere le coperture sarà una grande sfida.
La rimozione di circa 900 tonnellate di detriti di combustibile fuso da tre reattori è un un compito arduo che potrebbe richiedere decenni, e le autorità non sono state finora in grado di descrivere esattamente quando o come questo processo potrebbe giungere a termine. L'impianto di Fukushima doveva iniziare a rimuovere i detriti di combustibile fuso dall'unità 2, il primo dei tre reattori, alla fine di quest'anno, prima del decimo anniversario dell'incidente. Ma nel dicembre scorso la Tokyo Electric Power Co. Ltd. e il governo hanno annunciato un ritardo fino al 2022 dicendo che lo sviluppo del braccio robotico per la rimozione delle macerie è in ritardo a causa della pandemia.
Secondo il piano, un braccio robotico controllato a distanza sarà inserito da lato del reattore per raggiungere il combustibile fuso mescolato ai detriti sul pavimento di cemento del reattore. Alla fine anche i coperchi dovrebbero essere rimossi, ma la loro contaminazione è un grosso ostacolo. Il team di esperti sono potuti entrare in alcune aree all'interno dei tre reattori che erano in precedenza altamente contaminate e inaccessibili solo dopo che i livelli di radiazione sono scesi significativamente. Stanno cercando dati e prove prima che vadano perse nelle operazioni di pulizia. Le radiazioni provocate dai reattori hanno causato l'evacuazione di circa 160.000 persone dai dintorni dell'impianto. Decine di migliaia di queste non sono ancora in grado di tornare a casa.