Futaba, la città fantasma accanto a Fukushima, dimenticata anche dai Giochi Olimpici di Tokyo 2020
Gli zaini ancora lì abbandonati sui banchi di una scuola elementare dai bambini in fuga dal terremoto e dallo tsunami; il calendario in un ufficio del municipio fermo a venerdì 11 marzo 2011, sono queste alcune delle toccanti immagini del reportage fotografico di Associated Press da Futaba una cittadina abbandonata da allora e che rimarrà fuori anche dal percorso della torcia olimpica di Tokyo 2020, ribattezzate come le "Olimpiadi della ripresa" dopo il disastro di Fukushima.
La staffetta della torcia per le Olimpiadi di Tokyo del 2020 partirà proprio da Fukushima, la prefettura settentrionale del Giappone devastata quasi nove anni fa dal terremoto e dallo tsunami che provocarono il disastro nella centrale nucleare con il guasto di tre reattori. In uno stadio di Fukushima si giocheranno anche partite di baseball e di softball, cosa che ha permesso agli organizzatori del comitato olimpico e al governo giapponese di etichettare questi giochi come le "Olimpiadi della ripresa."
Il simbolismo ricorda quello delle Olimpiadi di Tokyo del 1964, quando l'obiettivo era mostrare al mondo intero un Giappone che riemergeva appena 19 anni dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale con il suo tragico epilogo atomico a Hiroshima e Nagasaki. Ma la realtà è che sono decine di migliaia le persone che non si sono ancora riprese nella zona di Fukushima, evacuata a causa delle radiazioni nucleari e incapace di tornare in luoghi deserti come Futaba una piccola cittadina che contava poco più di settemila abitanti.
A Futaba il tempo si è fermato l'11 marzo 2011. La biancheria è ancora stesa al secondo piano di una casa. I parassiti rosicchiano spazi familiari intimi, esposti alle intemperie attraverso finestre in frantumi e porte scardinate. La desolazione è accentuata dal proverbiale ordine giapponese che questi luoghi ancora emananocon le scarpe in attesa sulle porte dei proprietari assenti.
"Queste Olimpiadi di ripresa hanno solo il nome", dice Toshihide Yoshida ad AP. Yoshida fu costretto ad abbandonare Futaba per andare a vivere vicino a Tokyo. "La quantità di denaro speso per le Olimpiadi avrebbe dovuto essere utilizzata per una vera ricostruzione."
Il Giappone sta spendendo almeno 25 miliardi di dollari per organizzare le Olimpiadi. La maggior parte è denaro pubblico e sono all'ordine del giorno le polemiche su quali siano esattamente le spese destinate veramente ai giochi e quali no. Il governo ha speso quasi 300 miliardi di Euro per progetti di ricostruzione nelle prefetture settentrionali colpite dal disastro e la dismissione dell'impianto di Fukushima dovrebbe costare alla fine 66 miliardi di Euro.
La staffetta della torcia olimpica inizierà nel J-Village, uno stadio di calcio utilizzato come centro di risposta alle emergenze per i lavoratori dell'impianto di Fukushima. La staffetta passerà attraverso 11 città colpito dal disastro, ma ignorerà Futaba, una parte di Fukushima che i visitatori e i telespettatori delle Olimpiadi non vedranno mai.
"Vorrei che la torcia olimpica passasse a Futaba per mostrare al resto del mondo il realtà della nostra città," spiega Yoshida, "Futaba è tutt'altro che in ripresa ". Le radiazioni prodotte dalla centrale ad un certo punto hanno costretto più di 160.000 persone a spostarsi. Futaba è l'unica delle 12 città colpite dalle radiazioni che rimane una zona virtualmente ancora vietata. Sono consentite solo visite diurne per la decontaminazione e lavori di ricostruzione, o per permettere agli ex residenti di controllare le loro case abbandonate.
La città è stata in gran parte decontaminata e i visitatori possono andare quasi ovunque senza indossare tute protettive, anche se devono portare dosimetri personali per la misurazione delle radiazioni assorbite dal corpo e sono consigliate anche le mascherine chirurgiche. La stazione ferroviaria principale dovrebbe riaprire a marzo, ma ai residenti non sarà permesso di rientrare fino al 2022.
I negozi sulla strada principale a Futaba - a circa 4 Km di distanza dalla centrale nucleare - sono una galleria di vetrine infrante. Un negozio senza più la porta d'ingresso pubblicizza prodotti di bellezza Shiseido con il cartellino dei prezzi ancora appeso alla merce. La scuola elementare Futaba Minami è rimasta congelata per quasi nove anni e sembra un mausoleo. Nessuno è morto durante l'evacuazione, ma gli zaini, i libri di testo e i quaderni sono rimasti lì dove erano quando i 200 bambini si precipitarono fuori. Ai bambini non è mai stato permesso di tornare e "Venerdì 11 marzo" è ancora scritto sulla lavagna in aula insieme ai compiti assegnati per casa. Al primo piano del municipio un biglietto caduto sul pavimento dice che le porte devono rimanere chiuse per proteggere dalle radiazioni mentre un calendario segna ancora la data di venerdì 11 marzo. Il terremoto di magnitudo 9,0 e il conseguente tsunami uccisero allora quasi 20.000 persone nelle prefetture costiere settentrionali del Giappone e 21 furono i morti della zona di Futaba colpita da onde alte fino a 16 metri.