Brexit, la Scozia non ci sta. Sturgeon: "Futuro deve essere nelle nostre mani e non è fuori dall'Ue"
Così il primo ministro scozzese, la nazionalista Nicola Sturgeon, il giorno dopo le elezioni britanniche. "Gli scozzesi hanno detto basta - ha aggiunto, forte del successo elettorale del proprio partito - Boris Johnson deve cominciare ad ascoltare, non ha alcun mandato per portare la Scozia fuori dall'Ue"
Una volta smaltita la sbornia elettorale, che lo ha condotto a un vero trionfo, Boris Johnson si troverà una gatta da pelare: la Scozia, pronta a chiedere un secondo referendum sull'onda di un voto che ha fatto di Nicola Sturgeon l'altro primo ministro vincitore oltre al premier britannico. Lo Scottish National Party ha conquistato 48 seggi scozzesi su 59 riportandosi vicino ai livelli record del 2015, quando ne aveva vinti 56. Il recupero (+13) rispetto alle elezioni del 2017 arriva non solo togliendo al Labour, ma anche strappando ben 6 seggi ai Conservatori, che hanno faticato in questa terra dove il Remain era stato egemone. "Votate l'Snp per cacciare i Tory, fuggire dalla Brexit e mettere il futuro della Scozia nelle mani della Scozia", aveva scritto su Twitter Sturgeon un'ora prima della chiusura dei seggi, e il successo sembra volerla incoraggiare nella direzione dello Scoxit. Prima di Natale potrebbe chiedere al premier uscente Boris Johnson un decreto ai sensi della Sezione 30, che darebbe il permesso al governo scozzese di organizzare un nuovo referendum.