Germania. La "campana di Hitler" rimane al suo posto
Per chi suona la campana nazista? La decisione del Consiglio comunale di Herxheim tra le polemiche: memoria o nostalgia?
Rimane al suo posto e continuerà a suonare, come faceva negli anni Trenta, la campana di Herxheim am Berg, nella Renania-Palatinato, la cui incisione 'Tutto per la patria-Adolf Hitler' con tanto di svastica, scoperta dall'organista della chiesa del paesino della Germania meridionale solo lo scorso anno, aveva fatto scoppiare le polemiche e diviso profondamente la piccola comunità.
Da una parte c'è chi considera la sua presenza offensiva ed insopportabile, dall'altra chi sostiene che va accettata perché parte della storia della città. Una polemica che è costata l'incarico al sindaco Ronald Becker, costretto a lasciare il 6 settembre scorso dopo aver rilasciato controverse dichiarazioni sul Terzo Reich. perché nella Germania di questi mesi un altro fattore che conta in occasioni come queste è quello della nostalgia e della revisione del tragico passato nazista.
Messo da parte il sindaco era stato deciso di conservare la campana senza però farla suonare, mentre la chiesa aveva messo a disposizione i fondi per sostituirla.
La scelta è ricaduta infine sul consiglio comunale; è il municipio infatti che possiede legalmente la campana e doveva deciderne la sorte. Il risultato è stato molto chiaro: 10 voti a favore e solo 3 contro. Nella delibera il Consiglio, cercando di fugare i dubbi di revisionismo storico, ha aggiunto questa motivazione: "Come monito contro le divisioni e a favore della riconciliazione e come monumento simbolo contro la violenza e l'ingiustizia", e ha deciso inoltre di dotare la chiesa di un memoriale, una targa che ne ricordi la storia.
Per l'attuale sindaco, Georg Welker ora è il momento di andare avanti insieme: "La comunità deve fare chiarezza per capire in che direzione
intenda procedere". Chiamato a dirimere la controversia, un esperto aveva esortato i residenti a tenere la campana, nel campanile o all'interno di un museo, per non dimenticare. Distruggerlo, aveva detto, ci allontanerebbe "da un'educata cultura della memoria". Resta da vedere se la decisione del consiglio placherà le polemiche.