Ghiacciaio in Himalaya. Si tenta perforazione tunnel per salvare operai. L'angoscia dei familiari
I mezzi di soccorso indiani hanno iniziato a scavare all'interno di un tunnel sull'Himalaya nel tentativo di salvare più di 35 lavoratori intrappolati all'interno dopo l'inondazione che ha spazzato via dighe e ponti in seguito a una valanga proveniente dalla seconda vetta più alta del Paese, il Nanda Devi.
Sono circa 171 le persone ancora disperse nello stato di Uttarakhand dopo il disastro di domenica, tra questi la maggior parte dei lavoratori del progetto idroelettrico di Tapovan Vishnugad e della piccola diga di Rishiganga, che è stata spazzata via dal torrente in piena. Il capo della polizia dello Stato ha detto che finora sono stati trovati i corpi di 33 persone ma si è convinti che decine di persone siano state spazzate via dall'ondata di fango e detriti del fiume Dhauliganga. Nel frattempo gli sforzi dei soccorritori si sono concentrati sul salvataggio di circa 35 lavoratori bloccati in un tunnel di 2,5 km collegato al progetto Tapovan. Ma il fango e l'acqua presenti in grande quantità hanno rallentato le operazioni che, in quattro giorni, non hanno fatto progressi decisivi.

Dopo aver rimosso più di 100 metri di fango, rocce e detriti, i soccorritori giovedì hanno inviato autocisterne d'acqua e generatori in profondità nel tunnel per tentare la perforazione. Gli uomini stanno cercando segni di vita nelle piccole gallerie e nelle stanze che si diramano dal passaggio principale. Cinque giorni dopo il disastro, serpeggia la frustrazione per la mancanza di progressi tra i parenti dei dispersi. "Non ci dicono niente", dice Praveen Saini, il cui nipote, Ajay Kumar Saini, è intrappolato nel tunnel. Un altro si aggrappa alla speranza che suo fratello sia sopravvissuto dopo essere riuscito a chiamare il suo cellulare: "Se il suo telefono è sopravvissuto, forse anche lui è sopravvissuto", dice a Reuters Jugal Kisho.
Inizialmente si pensava che fosse stata la drammatica rottura di un ghiacciaio sulle pendici della seconda montagna più alta del paese, il Nanda Devi, a causare l'improvvisa alluvione schiantandosi a valle sul letto del fiume, alcuni scienziati ora dicono che l'inondazione è stata invece più probabilmente causata da una valanga. "Sembra che l'evento sia stato causato da una valanga molto grande caduta dall'alto della montagna che ha raccolto molta neve e ghiaccio durante la discesa e li ha sciolti a causa del calore di attrito creato dalle rocce in caduta", spiega Stephan Harrison, professore di Cambiamenti climatici e ambientali presso l'Università di Exeter nel Regno Unito.
Prayers for the safety of everyone in #Chamoli & all in #Uttarakhand. #glacier 🙏 pic.twitter.com/wR7J814p7O
— Rajita Bagga (@RajitaBagga) February 7, 2021