Giannelli (Anp): "Non vorremmo che passato il Covid la scuola tornasse nel dimenticatoio"
"Non è mistero per nessuno che la percentuale di Pil investito nell'istruzione nel nostro paese sia di gran lunga inferiore alla media Ue. La scuola - ha concluso - necessita di investimenti, non è una spesa" ha detto il presidente nazionale dell'associazione dei Presidi
Ritroveremo gli stessi problemi nel mondo della scuola anche a settembre? "Questa è una delle questioni su cui stiamo battendo in continuazione, in tutte le possibilità di incontro che abbiamo: non vorremmo che una volta passato il Covid, che passerà prima o poi, si rischi di mandare di nuovo la scuola nel dimenticatoio". Lo ha detto il presidente nazionale dell'associazione dei Presidi, Antonello Giannelli, ospite a 'Studio 24', programma di Rainews24. "Non è mistero per nessuno che la percentuale di Pil investito nell'istruzione nel nostro paese sia di gran lunga inferiore alla media Ue. La scuola - ha concluso - necessita di investimenti, non è una spesa. Ma il ritorno si vede dopo 10-20 anni. Se stiamo a guardare al ritorno immediato, di un mese o di un anno, la scuola chiaramente ha un passo più lento".
"Tante aule nel nostro Paese non sono spaziose e il distanziamento di un metro in molte situazioni non sarà possibile. Se la scelta politica è di rientrare il 26 aprile al 100%, si rientra. Se il distanziamento va rispettato, allora bisogna concedere alla singola scuola, al singolo preside di stabilire la percentuale di rientro, altrimenti le due cose insieme non stanno" ha poi sottolineato Giannelli.
"Non mi piacciono le fazioni e le ideologie, va di moda parlare di aperturisti e chiusuristi, io non mi schiero né con gli uni né con gli altri. Io ne faccio una questione tecnica. L'importante è che sia chiaro a tutti che se si prende questa decisione, ci sono delle contropartite. Deve essere chiaro che se si riapre in queste condizioni, ci saranno certi eventi. Se invece di scegliere di demandare alla singola scuola di decidere la percentuale di rientro, chiaramente le condizioni di sicurezza andranno mantenute. Va fatta una scelta politica assumendosene la responsabilità da parte del governo" spiega Giannelli, ribadendo che "in molte aule il distanziamento di un metro non potrà essere rispettato".
Giannelli ha difeso i "presidi che lavorano in maniera encomiabile nelle scuole che al loro interno garantiscono una buona sicurezza e non sono focolai di contagi. Certo, se per andare a scuola si prendono trasporti sovraffollati" il rischio di contagi c'e'. "Poi si possono anche fare gli scaglionamenti, ma questo - ha concluso - non risolve tutti i problemi".