Gigantografia per Djokovic: media serbi difendono. Lui: "Ho sbagliato". Padre: "Colpa di Dimitrov"
I media serbi difendono il numero uno al mondo del tennis: la gigantografia di Novak Djokovic a Belgrado è l'amore al tennista della città natale. Il quotidiano Informer si scatena contro i critici: "Sputate pure su Djokovic, ma non potrete spezzarlo"
Parole pesanti al pari di chi insulta l'amatissimo tennista in patria, e non solo, Novak Djokovic. È il quotidiano Informer ad attirare l'attenzione su di sé: "Psssst, odiatori! Potete sputare su Novak, ma non potrete spezzarlo", si legge nel titolo che prosegue "Gli ipocriti hanno avuto la loro possibilità e hanno attaccato Djokovic come iene, trasformandolo in un sacco da boxe. Ma non hanno ancora imparato? Non possono romperlo, è un sasso", recita l'articolo.
Il quotidiano Blic è apparso più moderato e intervistando l'ex stella del tennis croato Goran Ivanisevic, ora allenatore del campione nonché membro degli organizzatori dell'Adria Tour (sotto accusa), ha deciso più sobriamente un titolo appropriato alla difficile situazione che sta affrontando l'atleta: "È difficile per Novak".
Il dibattito passa dall'opinione pubblica alle alte sfere politiche: "Mi sento responsabile e rimpiango ogni singola infezione, ma non possiamo cambiare le cose", ha dichiarato Ivanisevic. "Ciò che mi preoccupa è che siamo contrassegnati come i principali colpevoli e che le persone raccolgono consenso politico a nostre spese". Anche il quotidiano Danas ha scelto la via moderata, sottolineato l'intenzione dichiarata dei promotori di voler organizzare un evento umanitario.
In questo gran baccano sull'Adria Tour voluto dal campione serbo, e che ha contribuito involontariamente alla diffusione del virus Covid-19, irrompe il papà di Djokovic. Srdjan ha accusato il bulgaro Grigor Dimitrov, il primo dei quattro giocatori che sono risultati positivi per il virus, di averlo diffuso a Djokovic e ad altri. "Dimitrov ha inflitto enormi danni alla nostra famiglia", ha espresso al giornale Kurir. "Perché è successo? Perché probabilmente l'uomo è arrivato con un'infezione da chissà dove e non è stato fatto alcun test quando è arrivato in Serbia".
Nel frattempo l'Adria Tour, che originariamente prevedeva quattro tappe, si è fermato a due eventi. Djokovic, risultato positivo al coronavirus, si è scusato con tutti quelli che hanno subito danni a causa del torneo di tennis benefico da lui organizzato, ammettendo di aver sbagliato a prendere una decisione troppo prematura. "Mi scuso profondamente con tutti quelli ai quali il torneo ha causato danni. Tutto quello che abbiamo fatto io e gli organizzatori nell'ultimo mese lo abbiamo fatto con intenzioni sincere e con tutto il cuore. Credevamo che il torneo rispondesse a tutte le prescrizioni sanitarie, e che la nostra regione fosse in una situazione abbastanza buona. Ci siamo sbagliati, era troppo presto", ha detto Djokovic. "Se siete stati all'Adria Tour o siete stati vicini a qualcuno dei partecipanti, vi prego di fare il test e di rispettare il distanziamento sociale", ha concluso Djokovic che ha annunciato al tempo stesso aiuti per le persone colpite.
Tra i positivi c'è Nikola Jokic, la stella dei Denver Nuggets. È asintomatico e, prima di rientrate negli States, il cestista dovrà fare nuovi controlli in Serbia. Ha incontrato a Belgrado Djokovic proprio durante l'Adria Tour.