Ginocchia, fianchi, petto, fronte.... ecco il Tuca Tuca di Raffaella Carrà
Lei disse: "Adoro il Tuca Tuca, fu merito di Sordi se ritornò in tv"
E' con "Canzonissima" che Raffaella Carrà entra nell'immaginario nazionale. Affermatasi in tv con un nuovo stile di soubrette, scattante e moderna, grazie allo spettacolo "Io, Agata e tu" (con Nino Taranto e Nino Ferrer), in onda nella stagione 1969-70, nell'autunno 1970 Raffaella conquista il pubblico del piccolo schermo in bianco e nero della Rai con un'edizione memorabile di "Canzonissima", al fianco di Corrado. Il programma ne rivela il talento eclettico: cantante, ballerina e conduttrice, una vera regina del palcoscenico televisivo.
Non senza polemiche... Dà scandalo l'ombelico scoperto mostrato nella sigla d'apertura "Ma che musica maestro!", che raggiunse le vette delle classifiche, vendendo 200.000 copie. Se ne parla, ma il pubblico la ama e la stessa coppia di conduttori viene confermata anche per l'edizione successiva, quella del... Tuca Tuca, brano di Gianni Boncompagni accompagnato dal balletto sexy di Raffaella con Enzo Paolo Turchi che dalla terza puntata del programma viene censurato per via della coreografia di Don Lurio giudicata troppo audace e provocatoria. Solo dopo l'esibizione insieme con Alberto Sordi, il ballo supera le censure e le polemiche iniziali, diventando un autentico fenomeno popolare.
In un'intervista al "Corriere della Sera" del 28 dicembre 2018, Raffaella Carrà raccontò: "Adoro il 'Tuca tuca' e ha una storia incredibile. Lo ballai con Enzo Paolo Turci e fu considerato troppo trasgressivo così lo cancellarono dalla televisione. Ci fu anche un articolo dell'Osservatore Romano e così lo tolsero anche dalla classifica. Dopo un po' di tempo, una sera invitai a cena Alberto Sordi e gli feci riascoltare il 'Tuca tuca': fu lui a volerlo riportare in tv. E a lui non potevano dire di no".