Giornalismo e Silicon Valley, un abbraccio mortale?
Giornalismo e Silicon Valley, un abbraccio mortale? Probabilmente l’interazione tra editoria e tecnologia sta cambiando, così come il rapporto tra l’industria delle ‘news’ e le piattaforme social. Basti vedere cosa sta accadendo con i contenuti in diretta, un tempo quasi esclusivamente disponibili in televisione, poi online e ora anche su Facebook, tra tante altre piattaforme.
Il rapporto tra giornalismo e tecnologia è complicato. Un tempo la stampa poteva contare su un ecosistema pluralistico di produzione e trasmissione, ora i social network hanno cambiato questi equilibri, forse per sempre. Matthew Ingram, pioniere dell’online tornato al giornalismo tradizionale della carta stampata, ha ricordato che siamo ancora alla ricerca dell’equilibrio in una fase di transizione. Intanto, però, mentre la tecnologia spinge in avanti l’editoria, sono stati proprio gli editori a sollecitare un sistema più veloce per caricare le pagine web sugli smartphone, che sono diventati i dispositivi più utilizzati in assoluto non solo per vedere i video, ma anche per la fruizione delle dirette.
Google ha raccolto questa richiesta e ha creato Amp, un servizio che consente di ridurre i tempi di risposta per accedere ai contenuti su dispositivi ‘mobile’, con grande vantaggio non solo per le news ma anche, ad esempio, per chi fa commercio online. Amp significa Accelerated Mobile Pages e il suo funzionamento ci è stato spiegato dal Head of Strategic Partnerships di Google, l’italiano Luca Forlin. Infine, abbiamo testato Echo, il ‘cilindro’ di Amazon che dà la possibilità di connettere e far funzionare gli oggetti di casa come la lavatrice, e di fare una serie di operazioni come l’accensione delle luci, la lettura delle news del giorno, la musica, l’apertura e chiusura delle porte e chissà quanto altro ancora in futuro. Echo ha un sistema di comandi vocali che si chiama Alexa (certo, sono sempre assistenti virtuali ‘femmina’) e risponde per ora solo in inglese.