Gli 80 anni di Plácido Domingo
Plácido Domingo festeggia oggi il suo 80esimo compleanno e torna a calcare il palcoscenico della Staatsoper di Vienna interpretando 'Nabucco' che verrà trasmesso dalla ORF3 il 24 gennaio alle 20.30, con contenuti speciali sulla sua carriera lunga oltre mezzo secolo
In una Vienna chiusa nel più severo lockdown dall'inizio della pandemia, il grande tenore rivolge un pensiero alle difficoltà in cui oggi i teatri e il mondo della cultura si trovano: ''Sono felice che questi 80 anni potrò festeggiarli praticamente cantando. Purtroppo - dice il cantante - la pandemia non è ancora finita, per questo la recita sarà a teatro vuoto. Mi dispiace non poter cantare davanti al pubblico, avrei tanto voluto ringraziare tutti per i bellissimi messaggi di auguri che mi stanno inviando. Credo che tutti noi artisti abbiamo il dovere di continuare a lavorare per fare vivere la musica. Ma in attesa di tornare alla normalità il teatro deve continuare a vivere, perché tutti abbiamo un grande bisogno di cose belle e l'arte ce le può offrire''.
I successi, le accuse di abusi sessuali e il covid, il cantante si racconta in una intervista
"Incredibile pensare che ho già 80 anni, il tempo è volato!". Plácido Domingo scherza sul suo compleanno. Il cantante, che spegne oggi 80 candeline, in un'intervista concessa nei giorni scorsi alla testata online spagnola 'El Confidencial' fa il punto della sua carriera, dei suoi straordinari successi e anche degli 'inciampi': dalle accuse di abusi sessuali quando era direttore della Los Angeles Opera, al recente contagio del Covid, contro il quale ha combattuto per 40 lunghi giorni. "Il pericolo c'era, poiché l'evoluzione del virus avrebbe potuto essere più veloce, più forte e, inoltre, la mia età e la mia anamnesi mi hanno messo in una situazione di rischio più elevato. Ma grazie a Dio sono stato trattato rapidamente e con successo. È andato tutto bene e ho il dono più grande di poter festeggiare i miei 80 anni", dice Domingo.
Una carriera folgorante per il cantante nato il 21 gennaio del '41, iniziata a Monterrey con il ruolo di Alfredo nella 'Traviata' e subito dopo con quello di Arturo nella 'Lucia di Lammermoor' accanto a Joan Sutherland a Dallas nel 1961. Dopo i debutti, l'escalation che lo porta nei maggiori teatri del mondo, dal Met alla Scala, dal Covent Garden all'Arena di Verona e alla New York City Opera, passando per Vienna, Parigi, Berlino, Roma accanto alle star del belcanto, dalla Sutherland a Montserrat Caballè, da Katia Ricciarelli a Mirella Freni, Renata Scotto, Grace Bumbry, Shirley Verrett, Raina Kabaivanska, Renata Tebaldi, Leontyne Price e molte altre. Praticamente tutte le primedonne tranne Maria Callas. "Mi sarebbe piaciuto cantare con Maria Callas. Abbiamo anche pianificato una 'Fedora' insieme. L'ho quasi convinta, ma purtroppo, alla fine, non è successo. Forse era troppo presto per me e troppo tardi per lei. La tristezza dell'ultimo periodo della sua vita mi ha impressionato molto", racconta Domingo a 'El Confidencial'.
La grande popolarità con Pavarotti e Carreras, gli indimenticabili Tre tenori
Negli anni Novanta il sodalizio artistico con Luciano Pavarotti e José Carreras che porta i Tre tenori a esibirsi in tutto il mondo, registrare album che raggiungono la vetta delle classifiche e rendono di nuovo popolare l'opera attraverso l'esecuzione virtuosistica delle arie più celebri, lo spinge all'apice del successo. Il primo concerto del trio vocale si tenne il 7 luglio 1990 alle Terme di caracalla alla vigilia della finale dei Mondiali di calcio di Italia 90.
Dieci anni senza #LucianoPavarotti
— Opera di Roma (@OperaRoma) September 6, 2017
'Nessun dorma' dal memorabile concerto dei 'Tre Tenori' a #Caracalla il 7 luglio 1990 pic.twitter.com/NjivCH0Dw8