FBI chiude centinaia di "cold case" grazie all'algoritmo
Cadaveri ritrovati anche decenni fa vengono identificati a partire da impronte di bassa qualità.
Il nuovo sistema è capace di trovare le corrispondenze da impronte di bassa qualità, anche da un solo dito o dal pollice. Da febbraio ad oggi, l'agenzia investigativa americana ha passato in rassegna circa 1500 cadaveri ritrovati tra il 1975 e il 1990 con questa nuova tecnica ed è riuscita a trovare riscontri su 204 impronte precedentemente archiviate giungendo così all'identificazione dei corpi.
I casi provengono da ogni parte degli Stati Uniti, ma la maggior parte da Arizona, California, New York, Florida e Texas. "Non sapevamo quali fossero le potenzialità di successo e ci aspettavamo di identificare almeno una decina di persone" dice Bryan Johnson, uno dei responsabili del Latent Fingerprint Support Unit dell'FBI che ha elaborato la nuova tecnica.
Con questo nuovo programma che è capace di elaborare somiglianza anche a partire da frammenti poco chiari di impronta laddove il precedente sistema necessitava di impronte digitli chiare delle dieci dita per effettuare un riconoscimento.
Visto il successo l'FBI sta sollecitando le autorità locali a spulciare i vecchi archivi e ad inviare all'agenzia anche le impronte parziali o confuse che finora non hanno trovato corrispondenze. Queste immagini illustrano il caso di John Downey, un uomo di trentanove anni il cui corpo in grave stato di decomposizione fu ritrovato nel 1984 ma che fino ad oggi non si era riusciti ad identificare. La polizia sapeva che Downey era stato ucciso e gettato da qualche parte nella zona ma non era riuscita finora a ritrovare il corpo. O meglio non era riuscita a identificare Downey nei resti ritrovati ormai oltre 30 anni fa. La famiglia ha manifestato sollievo per essere finalmente riusciti a sapere quello che gli era successo e per aver almeno ritrovato il suo corpo. Caso chiuso.