Grecia, l'isola di Evia continua a bruciare. Il premier Mitsotakis chiede scusa in tv
Le autorità locali puntano il dito contro il governo per i ritardi nei soccorsi
Per la prima volta dall'inizio della crisi il premier greco ha ammesso di aver fallito nella gestione degli incendi che stanno devastando la Grecia.
Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis si è scusato con il Paesem in un discorso alla tv nazionale, per i fallimenti nella lotta agli incendi, in particolare l'isola di Evia. "Potremmo aver fatto ciò che era umanamente possibile, ma in molti casi non è stato sufficiente", ha detto Mitsotakis citato dalla Bbc, aggiungendo che la distruzione a Evia e altrove "colpisce i cuori di tutti".
Nel suo intervento, il premier ha promesso un risarcimento per tutte le vittime dei roghi, nonché un enorme sforzo di riforestazione e rigenerazione dei territori devastati dalle fiamme. "Questi ultimi giorni sono stati tra i più difficili per il nostro Paese da decenni" - ha detto Mitsotakis - "Abbiamo a che fare con un disastro naturale di dimensioni senza precedenti".
Sull'isola greca di Evia i vigili del fuoco continuano a lottare disperatamente contro le fiamme, per cercare di fermare il violento incendio che ora minaccia la cittadina di Istiaia. Per tutta la notte sono proseguite le operazioni dei pompieri contro il rogo scoppiato otto giorni fa sulla grande isola montuosa situata 200 chilometri a est di Atene.
Le autorità locali puntano il dito contro i ritardi nei soccorsi, in particolare nell'invio di elicotteri. Nel mirino delle critiche c'è proprio il primo ministro Kyriakos Mitsotakis.