Greta Thunberg in marcia per il clima a Losanna: "Basta combustibili fossili"
Tra pochi giorni la giovane attivista sarà a Davos dove, dal 21 al 24 gennaio, si terrà il raduno annuale di leader politici, dirigenti d'azienda, accademici ed esponenti della società civile
Greta Thunberg è nella città svizzera di Losanna dove, insieme a migliaia di manifestanti arrivati da tutto il paese, ha partecipato alla marcia per il clima dei "Fridays for future", la protesta per chiedere ai potenti della Terra di fare qualcosa di concreto contro i cambiamenti climatici. Tra pochi giorni la giovane attivista sarà a Davos dove, dal 21 al 24 gennaio, si terrà il raduno annuale di leader politici, dirigenti d'azienda, accademici ed esponenti della società civile.
Accolta come una rockstar, Greta è salita sul palco per il suo discorso: "Finora, durante questo decennio, non abbiamo visto alcun segnale che sia in arrivo una vera azione per il clima", ha detto rivolta ai leader mondiali. "Questo deve cambiare. Questo è solo l'inizio. Non avete ancora visto nulla. Ve lo assicuriamo!". A Davos l'attivista svedese lancerà un appello ai governi e alle istituzioni finanziarie affinché smettano di investire in combustibili fossili.
A Losanna, gli attivisti, tutti giovanissimi, assiepati nel centro città hanno fischiato mentre in corteo passavano davanti a una filiale del Credit Suisse, criticato proprio per i suoi investimenti nei combustibili fossili. "Uno, due, tre gradi! È un crimine contro l'umanità!" è uno dei cori scandito dagli ambientalisti. Tanti gli striscioni sullo scioglimento dei ghiacciai, tema caro ai residenti delle Alpi. Qualcuno ha ricordato il disastro ambientale in atto in Australia, devastata dagli incendi, tenendo in mano un koala di peluche con un cartello attorno al collo che diceva semplicemente "AIUTO".
Proprio oggi davanti all'ambasciata australiana di Roma, davanti al consolato di Milano e poi a Napoli e Torino, i giovani di Fridays for future hanno manifestato per accendere i riflettori sui cambiamenti climatici. "Il governo australiano, che detiene uno dei peggiori risultati in termini di riduzione delle emissioni di CO2, e il premier Scott Morrison, negazionista climatico, sono responsabili del disastro in atto nel Paese - denunciano i Fridays for future - Nel nome di tutti coloro che stanno soffrendo a causa di questa crisi, e di tutti coloro che soffriranno, continueremo a chiedere azioni tempestive contro il cambiamento climatico, e invitiamo ogni persona che abbia a cuore il nostro, e il proprio futuro, ad unirsi a noi oggi per protestare a sostegno dell'Australia, e il 24 aprile durante il quinto sciopero globale".