Hello, il campanello di Google potrebbe essere troppo intelligente
Continua la sfida sul mercato dell'Internet delle cose. Arriva anche in Italia la risposta di Google a Ring, la casa produttrice di campanelli connessi acquisita recentemente da Amazon per un miliardo di dollari. Si tratta di Nest Hello un videocitofono smart equipaggiato con una potente, ma controversa, tecnologia di riconoscimento facciale.
L'ultimo passo di Google nella direzione della casa intelligente potrebbe incappare in grossi problemi di tutela dei dati personali. Nest Hello infatti è un campanello assai smart ma pensato in modo specifico per essere installato nelle case che hanno un ingresso diretto sulla strada.
Connesso attraverso la wifi e dotato di una telecamera grandangolare capace di riprendere video in alta definizione HDR anche in notturna, Hello invia automaticamente notifiche coirredate di immagini agli smart phone degli utenti consentendo loro di parlare con chi si è presentato alla porta da qualsiasi punto della casa.
Fin qui niente di particolarmente rivoluzionario. Ciò che distingue Hello è la tecnologia di apprendimento automatico con cui viene analizzata l'immagine proveniente dalla porta d'ingresso. Google vanta la capacità di Hello di imparare a distinguere i passanti dai visitatori, questi ultimi da chi consegna a domicilio e questi altri da eventuali malintenzionati che si avvicinano alla casa. Il campanello smart di Google, integrato con Google Home e implementato con un abbonamento Nest Aware, sarebbe quindi capace di discernere il familiare o comunque il conosciuto dallo sconosciuto ed eventualmente minaccioso e di lanciare l'allarme solo quando è strettamente necessario.
Hello trasmette quello che osserva attraverso uno streaming ininterrotto 24 ore al giorno 7 giorni su 7 e consente dunque di monitorare continuamente la situazione all'esterno della casa anche da remoto attraverso l'app Nest. Funzioni di videosorveglianza potenzialmente attraenti per molti in questi tempi di paure più o meno fondate o fomentate ma che potrebbero incappare in problemi di tutela dei dati personali così come sono protetti dalle nuove regole introdotte in materia con il GDPR (General Data Protection Regulation - Regolamento generale sulla protezione dei dati). Per quanto riguarda il mercato europeo infatti, dice l'azienda che si limita ad avvisare il possibili questioni giuridiche legate all'uso dell'apparecchio, le immagini registrate per il riconoscimento facciale finiscono in un server irlandese dove vengono conservate.