Hong Kong. Raid della polizia nel museo degli attivisti pro-democrazia
Il raid arriva nel giorno in cui 12 attivisti pro-democrazia si sono dichiarati colpevoli di aver partecipato alla veglia non autorizzata del 4 giugno in memoria della sanguinosa repressione di piazza Tienanmen
La polizia di Hong Kong ha fatto irruzione nel Museo del 4 giugno, il giorno dopo l'arresto di quattro membri dell'Hong Kong Alliance in Support of Patriotic Democratic Movements of China. L'Alliance gestisce il museo e organizza l'annuale veglia del 4 giugno in memoria della sanguinosa repressione delle manifestazioni di piazza Tienanmen. Quest'anno il museo è stato chiuso in seguito a un'indagine delle autorità sulla mancanza delle licenze appropriate.
Il raid arriva nel giorno in cui 12 attivisti pro-democrazia si sono dichiarati colpevoli di aver partecipato alla veglia non autorizzata del 4 giugno. I 12 sono stati accusati di aver partecipato alla manifestazione di Victoria Park il 4 giugno dello scorso anno, quando migliaia di hongkonghesi si sono presentati per accendere candele e cantare canzoni nonostante gli ammonimenti della polizia.
Le autorità di Hong Kong hanno vietato le veglie negli ultimi due anni, adducendo i rischi per la salute pubblica a causa della pandemia come motivazione del divieto. Per gli oppositori del governo filocinese di Carrie Lam il divieto è parte di un un giro di vite contro il dissenso nel territorio dell'ex colonia britannica dopo i lunghi mesi di proteste nel 2019.
Tra i dissidenti che si sono dichiarati colpevoli giovedì ci sono l'avvocato Albert Ho, l'ex deputato Eddie Chu e Figo Chan, un ex leader del Fronte Civile per i Diritti Umani noto per aver organizzato manifestazioni pro-democrazia in città. I 12 rischiano fino a cinque anni di prigione e fanno parte di un gruppo più ampio di attivisti arrestati per le manifestazioni del 4 giugno. Alcuni di loro, incluso il fondatore di Apple Daily Jimmy Lai, si sono dichiarati non colpevoli. Joshua Wong e altri tre attivisti che in aprile si erano dichiarati colpevoli a fronte della stessa accusa hanno ricevuto pene detentive in carcere tra i 4 e i 10 mesi.
Negli ultimi 12 mesi le autorità di Hong Kong hanno colpito duramente il dissenso dopo che Pechino ha imposto la legge sulla sicurezza nazionale in risposta alla rivolta del 2019. Decine di attivisti pro-democrazia sono stati arrestati e la città ha modificato leggi elettorali per aumentare il numero di seggi per i deputati pro-Pechino riducendo eletti direttamente.