Hong Kong, nuova protesta: i manifestanti circondano gli uffici governativi
Nuove manifestazioni dopo la scadenza dell'ultimatum a una serie di richieste che erano state fatte al governo
Centinaia di persone vestite di nero si sono ritrovate oggi davanti al parlamento di Hong Kong, accogliendo la chiamata alla mobilitazione di otto gruppi pro-democrazia in gran parte rappresentati da studenti. Una sorta di riedizione della protesta di quello che fu, nel 2014, il Movimento degli ombrelli, a pochi giorni dalla manifestazione che domenica scorsa ha portato oltre un milione di dimostranti nelle strade della ex colonia britannica.
La nuova protesta punta al ritiro della legge sulle estradizioni in Cina (il cui dibattito è stato solo sospeso dalla governatrice Carrie Lam) e a un’indagine sui metodi duri usati dalla polizia 9 giorni fa quando, per disperdere la folla, ha fatto ricorso a lacrimogeni, spray al peperoncino e ai proiettili di gomma.
Centinaia di attivisti che si sono riuniti nel centro di Hong Kong hanno allargato il raggio di azione e si sono spostati dal parlamento alle principali strade di accesso all’area fino a circondare il quartier generale della polizia, dove sono stati chiusi i cancelli di accesso. Due corsie sulla Queensway sono state sbloccate, mentre la polizia ha sollecitato la folla ad esprimersi in un modo pacifico e razionale e di stare al sicuro.
Le nuove manifestazioni sono state indette ieri dopo la scadenza dell’ultimatum a una serie di richieste: il ritiro della legge sulle estradizioni in Cina, l’adozione di altre misure come un’indagine sull’operato della polizia, lo stop alla classificazione delle proteste come rivolte e il rilascio delle persone arrestate negli scontri di mercoledì. Oltre alle dimissioni della stessa governatrice Carrie Lam. In generale, il movimento, a cui fanno capo diversi partiti e gruppi pro-democrazia, chiede l'autodeterminazione di Hong Kong.