I 60 anni in sordina del principe Andrea, niente bandiere ai municipi e una festa sottotono
La tradizione vuole che, in occasione dei compleanni reali, i municipi sventolino la Union Jack
Non ci saranno le tradizionali bandiere esposte, come da tradizione, nei municipi del Regno Unito per il sessantesimo compleanno del principe Andrea, terzogenito della regina Elisabetta, nato il 19 febbraio 1960.
La decisione, nell'aria da tempo, è stata formalizzata dal governo britannico sullo sfondo dell'ennesimo scandalo che ha investito il duca di York negli ultimi mesi: quello delle sue antiche frequentazioni con il miliardario americano Jeffrey Epstein, morto suicida in carcere dopo essere stato accusato di traffico sessuale di minorenni, e dei sospetti rapporti avuti a suo tempo da lui stesso con almeno una delle ex giovanissime ragazze dell'harem che il tycoon metteva a disposizione anche di amici vip.
L'omaggio della bandiera è una consuetudine nel Regno per i compleanni della regina, del principe consorte e di tutti i loro figli. Ma il ministero per la Cultura, incaricato di supervisionare le celebrazioni, ha stabilito che questa volta non debba valere per Andrea, vista "la sua decisione", annunciata di recente, di fare per ora un passo indietro dagli incarichi ufficiali come membro della Royal Family. Passo indietro imposto da ragioni di opportunità, e preteso da Elisabetta II, su pressione diretta dell'erede al trono Carlo, secondo alcuni media, dopo l'esplosione del caso Epstein.
Per il suo compleanno il duca di York festeggerà comunque con una cena privata organizzata al Royal Lodge, la residenza di Windsor che Andrea divide con l’ex moglie, Sarah Ferguson. Ci sarà la Regina e mancheranno Harry e Meghan che hanno declinato l'invito.
Lo scandalo che coinvolge il duca di York è destinato a gettare un'ombra anche sulle prossime nozze della figlia Beatrice con l'immobiliarista di origine italiana Edoardo Mapelli Mozzi. Sembra che, proprio per consolare la nipotina, la Regina abbia offerto le sale di Buckingham Palace che non ospitavano ricevimenti nuziali da quello di William e Kate nel 2011.
Quella del principe Andrea è la più grave delle grane di questo annus horribilis di casa Windsor, già messa a dura prova non solo dal caso "Megxit", culminato con la rinuncia al ruolo di membri senior della Casa reale dei duchi di Sussex Harry e Meghan, già approdati in Canada, ma anche da ben due divorzi reali annunciati nel giro di pochi giorni. Prima Peter Phillips, il più grande dei nipoti di Elisabetta, figlio della sua secondogenita Anna, ha detto addio alla moglie canadese Autumn dopo 12 anni di matrimonio. Poi David Armstrong-Jones, conte di Snowdon, figlio della defunta sorella della regina, Margaret, e del fotografo delle celebrità Antony Armstrong-Jones, ha deciso di mettere fine "amichevolmente" e di comune accordo a un'unione durata 26 anni con la consorte Serena.