I pugni vincenti di Michael Azzarà al debutto nel pugilato professionistico
"Io non mi tiro indietro, sono consapevole di essere all'inizio di un lungo percorso", ha dichiarato Azzarà durante una recente intervista
Il gong che annuncia la fine del secondo round non suonerà. L'avversario è già a terra, il pubblico è in delirio, partono i cori da stadio accompagnati da coriandoli e trombette: l'arbitro non può fare altro che chiudere l'incontro per KO. Il vincitore corre in direzione degli spalti del Pala Vespucci a Roma e ringrazia i suoi sotenitori col pugno sul petto. Inizia così il debutto nel pugilato professionistico del ventitreenne romano, cresciuto a San Basilio, Michael Azzarà.
Dal cuore gentile ma con i pugni che, come dicono a Roma, "so' mattonate", Azzarà è una furia sul ring durante la serata dedicata a Marcello Calabrese, boxeur laziale morto a quarantasette anni. Determinato, preciso, morbido sulle gambe, il pugile della Talenti Boxe chiude il match durante la seconda ripresa con una serie di colpi che stordiscono il serbo Goran Ali.
Quaranta incontri vinti su ciquantasei durante la carriera dilettantistica, Michael sognava l'ingresso nel mondo professionistico da quando aveva 16 anni. Cresciuto con la madre e la nonna, il giovane atleta ha trovato in Roberto Ferri, suo preparatore atletico, anche una figura paterna.
VIDEO DEL KO