Il giorno della pasta: con la pandemia gli italiani sono tornati anche ad ammassare
Tanti ingredienti da abbinare per un piatto irrinunciabile: la pasta
"A tutti gli amanti della pasta nel mondo, felice Giornata mondiale della pasta! Oggi, 25 ottobre, l'Italia ricorda l'importanza di una dieta sana e la necessità di affrettare l'azione multilaterale per raggiungere l'obiettivo Fame zero, sicurezza alimentare e nutrizione per tutte le persone". Lo ha scritto su Twitter la missione italiana alle Nazioni unite a New York, pubblicando un'immagine dedicata al tema.
Con la pandemia Covid il valore della produzione di pasta nel mondo sale a oltre 20 miliardi di euro, di cui circa un quarto realizzato in Italia, che si conferma di gran lunga il paese leader a livello internazionale. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti presentata in occasione del World Pasta Day a Tuttofood a Milano dove sono presenti agricoltori e industriali per celebrare l'appuntamento. In Italia si producono 3,9 milioni di tonnellate di pasta - sottolinea Coldiretti - con una filiera che conta 120 imprese, oltre 10 mila addetti e quasi 200 mila aziende agricole italiane impegnate a fornire grano duro di altissima qualità.
Nel corso del tempo sono aumentati anche i formati della pasta che sono ormai arrivati a quota 300, mentre alle varietà tradizionali si sono aggiunte quelle fatte con l'integrale, il gluten free, quelle con farine alternative e legumi. La ricerca del Made in Italy - continua la Coldiretti - ha condotto anche alla riscoperta di grani antichi, riportando nel piatto il Senatore Cappelli, la Timilia, il Saragolla e altre varietà che hanno fatto la storia del Paese a tavola.
Ma con la pandemia gli italiani sono tornati anche a fare la pasta in casa con quattro famiglie su dieci (41%) che nel 2021 si sono cimentate con il mattarello sotto la spinta del ritorno alla tradizione e del maggior tempo trascorso tra le mura domestiche, secondo un'analisi Coldiretti/Ixe'. Anche grazie a questo trend l'Italia resta il paese - rileva la Coldiretti - con il più elevato consumo di pasta per un quantitativo di 23,5 chilogrammi a testa contro i 17 chili della Tunisia, seconda in questa speciale classifica seguita da Venezuela (15 kg), Grecia (12 kg), Cile (9,4 kg), Stati Uniti (8,8 kg), Argentina e Turchia a pari merito (8,7 kg).
All'estero finisce oltre la metà (il 62%) - spiega Coldiretti - della produzione nazionale di pasta. In testa alla classifica dei principali clienti si piazza la Germania, davanti a Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Giappone, cinque paesi che assorbono da soli oltre metà dell'export, mentre i mercati in più rapida crescita sono Cina, Canada, Spagna e Arabia Saudita. Nel 2021 le esportazioni di pasta tricolore raggiungeranno il valore di 2,9 miliardi, secondo una proiezione della Coldiretti su dati Istat, con un aumento del 7% rispetto al periodo pre Covid.