Il paese più felice del mondo? È di nuovo la Finlandia
La terra di Babbo Natale e delle renne, dell'aurora boreale e della natura selvaggia, del lungo buio invernale e del sole di mezzanotte guida la classifica della felicità
Nella classifica annuale dei Paesi più contenti del pianeta stilata dall'Onu, la Finlandia è di nuovo in prima posizione. Il rapporto, elaborato dal Sustainable Development Solutions Network dell'Onu in partnership con la Fondazione Ernesto Illy, ha preso in esame 156 paesi, indagando su quanto si sentano felici i loro cittadini. Nella classifica, si è tenuto conto di fattori come prosperità economica, aspettativa di vita, stato del welfare e libertà individuale.
Anche gli altri paesi scandinavi si sono piazzati in cima alla lista: Danimarca, Norvegia e Islanda. Retrocedono invece gli Stati Uniti, dal 18esimo al 19esimo posto, mentre scivola decisamente in basso il Venezuela, alla posizione 108, con un crollo verticale degli indici di felicità negli ultimi 10 anni e una situazione aggravata dalla perdurante crisi politica. L'Italia è al 36esimo posto, in netta salita rispetto al 47esimo posto dello scorso anno.
Il rapporto analizza l'evoluzione dei livelli di felicità, registrati dal 2005-2006, quindi sono più alti nella top ten i Paesi che hanno acquisito posizioni rispetto a quelli che le hanno perse. In generale, però, tenendo in considerazione la crescita della popolazione, il livello di felicità nel mondo è calato negli ultimi anni, come ammoniscono gli autori in una nota. È aumentato il livello di emozioni negative, tra cui preoccupazione, tristezza e rabbia, specialmente in Asia e Africa, ma più recentemente anche altrove.
Tra i 20 Paesi che hanno acquistato più posizioni, dieci si trovano in Europa centrale e orientale, 5 sono nell'Africa subsahariana e 3 in America Latina. I 10 Paesi con il più marcato declino sono quelli in cui ci sono state combinazioni di fattori economici politici e sociali negativi: i cali maggiori sono stati in Yemen, India, Siria, Botswana e Venezuela.
Il World Happiness Report quest'anno si concentra sulla relazione tra felicità e comunità, con uno speciale focus sulla tecnologia, le norme sociali, i conflitti e le azioni di governo che hanno condotto a tali cambiamenti. Uno dei capitoli del rapporto è dedicato a generosità e partecipazione degli individui nella società, per dimostrare quanto la partecipazione elettorale, i big data, l'uso di Internet e le dipendenze incidano sul livello di felicità percepito.
"Il mondo sta cambiando molto velocemente", ha spiegato John Helliwell co-autore del rapporto. "Il modo in cui le comunità interagiscono tra loro, nelle scuole, negli ambienti lavorativi, nei vicinati o nelle interazioni sui social media ha degli effetti profondi sulla felicità nel mondo". "Viviamo un momento di transizione verso una nuova era e questo genera un senso di incertezza", ha commentato Andrea Illy, presidente di Illycaffè e membro del Cda della Fondazione Ernesto Illy. "Il rapporto di quest'anno fornisce una serie di elementi che dovrebbero far riflettere su quanto le dipendenze stiano causando infelicità e depressione negli Stati Uniti - ha aggiunto Jeffrey Sachs, direttore del Sustainable Development Solutions Network. Si va dall'abuso di sostanze al gioco d'azzardo, fino all'utilizzo incontrollato dei media digitali.
Vivere in Finlandia
La fotografia della Finlandia è quella di una società hight tech, attiva nel campo commerciale e nella politica internazionale e particolarmente viva per quanto riguarda formazione e arte. Con 5,5 milioni di abitanti, di cui solo i due terzi vivono in città e gli altri nelle zone rurali, è un paese dai mille contrasti. Ha le foreste più vaste d'Europa e ben 187.888 laghi, inverni freddi e estati impensabilmente calde per posti dove il terreno è coperto dalla neve per una media di 75 giorni all'anno nel sud e da 200 a 225 giorni nei punti più estremi del nord in Lapponia. È la terra di Babbo Natale e delle renne, dell'aurora boreale e della natura selvaggia e ostica, del lungo buio invernale e del sole di mezzanotte.
Il Pil pro capite è più basso rispetto ai Paesi nordici vicini ed è nettamente inferiore a quello degli Usa, ma i finlandesi sono bravi a convertire ricchezza in benessere. Nei Paesi nordici si pagano le tasse più alte del mondo ma c'è molto consenso nel pagarle perchè vengono percepite come un investimento nella qualità della vita di tutti. La Finlandia, ad esempio, investe molto nella formazione con un sistema di istruzione tra i più apprezzati del mondo: bambini a scuola a 7 anni, pochi compiti a casa, un solo esame a 16 anni. Università e istituti superiori sono finanziati dal governo locale e centrale, non ci sono tasse scolastiche o universitarie. Più del 67 per cento dei finlandesi di età lavorativa ha almeno una qualifica professionale, e il 17 per cento ha conseguito un titolo accademico. Ci sono più 1.000 biblioteche pubbliche su tutto il territorio nazionale e un finlandese medio prende in prestito 20 libri all'anno. Si leggono anche molti giornali. Ci sono più di 200 quotidiani con una diffusione globale di 3,2 milioni di copie e circa 3.500 periodici.
Non tutti sanno però che i finlandesi hanno un grandissimo senso dello humour, addirittura celebrato nel Giorno del Fallimento, il 13 ottobre, un modo per scacciare la sfortuna a colpi di risate. Solo uno dei tanti appuntamenti annuali cui partecipa gran parte della popolazione. Come il Wife Carrying World Championship (campionato mondiale di trasporto della moglie), la Caccia alla Zanzara, il lancio del cellulare, il calcio nel fango, il Campionato Mondiale di Air Guitar e il festival del Samba, ballo molto amato da quelle parti.
Il paese più infelice
Lo stato più infelice è il Sudan del Sud, il più giovane Paese al mondo, resosi indipendente dal Sudan nel 2011, ma già dal 2013 precipitato nella guerra civile, terminata con la firma di un accordo di pace lo scorso settembre. Nel corso del conflitto, circa 4 milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case, con 1,9 milioni di sfollati interni e 2,1 milioni di rifugiati nei Paesi vicini, per la maggior parte in Uganda.