Il pangolino Lijin torna libero. Norme più severe in Cina per proteggere la specie dopo la pandemia
Ormai quasi estinto a causa del commercio illegale di carne e squame, il pangolino è una delle specie che sarebbe stata al centro del passaggio del coronavirus dagli animali all'uomo a Wuhan inducendo le autorità di Pechino a mettere mano a regole più stringenti.
Un'associazione per la protezione degli animali in Cina ha rilasciato nel suo habitat naturale un pangolino salvato dal bracconaggio e curato. Una liberazione che segna anche la soddisfazione per le nuove norme che danno maggior protezione per questo piccolo animale simile all'armadillo i cui numeri nel paese sono arrivati a livelli prossimi all'estinzione.
I volontari dell'associazione avevano salvato e curato il pangolino soprannominato Lijin dopo che era stato trovato da un pescatore nella provincia cinese orientale dello Zhejiang. "E' un buon inizio ... ma non basta" dice Zhou Jinfeng, segretario generale del China Biodiversity Conservation and Green Development Fund, il gruppo che giovedì ha rimesso in libertà il pangolino Lijin.
Proprio l'anno scorso, nello Zhejiang, le autorità hanno arrestato 18 contrabbandieri e sequestrato 23,1 tonnellate di scaglie di pangolino provenienti da circa 50.000 animali, secondo quanto riportano i media statali cinesi. "Presto ne rilasceremo molti altri", ha assicurato Zhou, che ha giurato di liberare tutti pangolini in cattività in Cina.
Il gruppo statunitense Save Pangolins spiega che, all'inizio di giugno, la Cina ha deliberato la concessione del massimo livello di protezione per questa specie, "una grande vittoria per i pangolini" dopo anni di debole applicazione delle norme esistenti.
Le squame dei pangolini sono un ingrediente della medicina tradizionale cinese e la sua carne è considerata da alcuni una prelibatezza da alcuni. I gruppi ambientalisti dicono che i bracconieri aggiravano regolarmente le norme che regolavano la vendita di squame di pangolino e della carne di animali cacciati illegalmente e spesso di provenienza dall'Africa e dal Sud-Est asiatico.
Questo ha reso i pangolini "uno dei mammiferi più smerciati illegalmente sul pianeta" con una stima di un milione di vendite negli ultimi 15 anni, secondo la Environmental Investigations Agency. Si registrano sequestri dal Belgio a Singapore, dall'Australia alle Filippine. L'accresciuta protezione della Cina vieta l'allevamento di pangolini in cattività e l'uso delle loro squame nell'industria della medicina tradizionale del Paese.
Zhou ha detto che gli sforzi per fermare la vendita di pangolini in Cina sono stati aiutati dalla maggiore consapevolezza globale sul commercio di animali selvatici legato all'epidemia di coronavirus partita da Wuhan. La decisione presa dall'amministrazione cinese il 5 giugno non cita esplicitamente l'epidemia come motivo della misura, ma la tempistica sembra indicare che potrebbe essere parte del giro di vite nazionale sul commercio di animali selvatici dopo la pandemia.
Alcuni scienziati dicono che il coronavirus potrebbe essere passato dai pipistrelli agli esseri umani proprio attraverso un animale intermedio come il pangolino. Il commercio di animali selvatici, tra cui pipistrelli e pangolini, è stato messo in relazione alle cosiddette malattie zoonotiche che vengono trasmesse dagli animali all'uomo, e la Cina ha colto l'occasione per applicare una serie di misure chiese da tempo dai gruppi ambientalisti e animalisti.
Zhou spiega che i pangolini in Cina sono ormai quasi del tutto scomparsi. Negli ultimi cinque anni, Zhou e i suoi volontari ne hanno trovati solo cinque in luoghi dove, appena tre decenni fa, ce n'erano centinaia di migliaia. Le nuove protezioni danno inoltre a gruppi come il suo il diritto di citare in giudizio imprese e individui che vendano squame di pangolino. Il suo prossimo obiettivo è quello di liberare tutti i pangolini in cattività in Cina e bruciare le squame confiscate, seguendo l'esempio del Kenya che ha incenerito le zanne di elefante sequestrate nel tentativo di porre fine a un commercio illegale che continua ancora oggi.