Impossibile il Carnevale di Rio, boom di divorzi, pochi vaccini. E intanto le spiagge sono affollate
Il virus continua la sua corsa inesorabile e le spiagge sono sempre affollate. Controsensi, forse, di un Brasile in crescente difficoltà e che ora vede sfumare l'evento più atteso dell'anno: il Carnevale. Il sindaco di Rio de Janeiro ha parlato pubblicamente dell'impossibilità di festeggiare nel 2021. Al centro del dibattito pubblico ci sono i vaccini, pochi, e le polemiche sui criteri di vaccinazione. A Manaus, col sistema sanitario al collasso e i camion dell'ossigeno a dare supporto, le inchieste della magistratura cercano di far luce su presunte dosi inoculate a "raccomandati"
"Non ho mai nascosto la mia passione per il carnevale e conosco l'importanza economica di questo evento culturale per la nostra città. Tuttavia, mi sembra sciocco immaginare in questo periodo che potremo organizzare il carnevale a luglio", ha dichiarato il sindaco di Rio de Janeiro Eduardo da Costa Paes che ha aggiunto: "Nel 2022 potremo (tutti debitamente vaccinati) celebrare la vita e la nostra cultura con tutta l'intensità che merita. Questa celebrazione richiede una grande preparazione da parte degli enti pubblici, delle associazioni e istituzioni di samba, cosa impossibile in questo momento. Pertanto, vorrei informarvi che non avremo il carnevale di Rio de Janeiro nel 2021".
Sul fronte vaccini mancano le scorte di Sinovac: il ministero degli Esteri brasiliano ha negato divergenze con la Cina e Bolsonaro, impegnato a difendersi dalle accuse di impeachment, si è rivolto anche ad AstraZeneca per dotarsi di maggiori dosi. Continua, invece, le polemiche e le inchieste sui criteri di somministrazione dei vaccini nell'ambito della campagna avviata su scala nazionale. La magistratura e la Corte dei conti dello stato di Amazonas ha avviato delle verifiche dopo la notizia sulla vaccinazione del figlio di un deputato statale e di due sorelle figlie di un uomo d'affari locale, proprietario di un'importante struttura sanitaria, tutti medici neolaureati che però non figurerebbero in prima linea nella lotta alla malattia (requisito definito essenziale dal governo per far parte della prima ondata di immunizzati).
Nel frattempo il virus muta per sopravvivere, e la variante brasiliana ne è un esempio pericoloso, macinando nuovi record. Nelle ultime 24 ore i dati aggravano una situazione già compromessa con 1335 morti, che portano al totale di oltre 214 mila decessi, e 60 mila i nuovi contagi. Il Brasile continua a registrare oltre le mille vittime al giorno e il bilancio dei casi totali coinvolti nella pandemia sfiora i 9 milioni. Si sono decuplicati i decessi in Amazzonia, rispetto al mese di dicembre, e i controsensi della lotta alla pandemia sono le spiagge affollate. Ipanema è soltanto un esempio.
Singolare anche un altro dato che mostra come la pandemia abbia inflitto un duro colpo ai rapporti di coppia matrimoniali. In Brasile i confinamenti sanitari hanno provocato un balzo delle domande di separazione del 15% nel 2020 rispetto all'anno precedente, in particolare nei mesi compresi tra luglio e dicembre. Le richieste si sono infatti attestate a 43.859 contro le 38.174 del corrispondente periodo del 2019, il livello più alto dal 2007, anno in cui si è cominciata a tenere una statistica specifica. Lo Stato più colpito tra i 27 che costituiscono il Brasile è stato quello di Santa Catarina, nel sud del Paese, con un incremento addirittura pari al 95%.