Incredibile Argentina-veg: nella patria dell'asado 6 su 10 sono pronti a rinunciare alla bistecca
Un reportage di Associated Press racconta le prime avvisaglie di quello che potrebbe essere un cambiamento epocale nel Paese simbolo del consumo di carne
Il mese scorso sono state direttamente le Nazioni Unite a mettere nel mirino il consumo di carne e gli allevamenti intensivi, responsabili da soli, secondo il rapporto dell'IPCC (Panel Intergovernativo sul Cambiamento Climatico) di produrre ben il 30 per cento delle emissioni globali di gas serra. Chi si sarebbe aspettato che l'invito a un cambio delle abitudini alimentari verso una dieta più vegetariana potesse attecchire nella patria dell'asado? Pare invece che siano sempre più numerosi gli argentini, e in particolare i giovani, che si dicono disposti a rinunciare alla bistecca e agli altri piatti tipici della tradizionale cucina dei gauchos.
In Argentina è in corso una lotta per l'identità che vede un numero crescente di vegetariani e di vegani confrontarsi con la maggioranza dei carnivori in un Paese noto per l'abbondanza della sua carne di manzo, i gauchos e il sacro "asado", il piatto forte del 'barbecue' che, ogni fine settimana, riunisce le famiglie e gli amici. Una tradizione che è fonte di orgoglio nazionale in questo Paese sudamericano, che da sempre combatte con la vicina Uruguay per la primazia mondiale nel consumo pro capite di carne bovina. Ma questa forte identità carnivora è minacciata dal crescente sostegno al vegetarianismo e al veganismo tra gli argentini, in particolare tra i giovani e i 'millennial', dove cresce anche la militanza da parte di attivisti.
Un recente sondaggio online ha rilevato che 6 argentini su 10 sarebbero disposti a smettere di mangiare carne, un risultato che allarma gli allevatori già alle prese con la grave crisi economica. Il divario culturale è arrivato allo scontro alcune settimane fa, quando un gruppo di militanti animalisti ha interrotto un evento del consorzio agricolo di Buenos Aires e sono stati accolti dai gauchos che, in sella ai loro cavalli, li hanno caricati a frustate.
Le giovani generazioni "sono cresciute in mezzo al dibattito sull'aborto; sull'inclusione, sull'uguaglianza di genere. Queste domande che hanno a che fare con questioni collettive hanno cominciato ad avere un certo peso anche nelle decisioni sull'acquisto degli alimenti," dice Adrián Bifaretti, responsabile marketing presso l'Istituto per la promozione della carne bovina e autore del sondaggio online e del focus group che ha riscontrato questa diffusa disponibilità a rinunciare alla carne. Bifaretti spiega che i risultati si basano su un sondaggio rivolto a 1.100 persone ogni due mesi, con un margine di errore di tre punti percentuali.
In un rapporto del luglio scorso pubblicato dalla Camera di commercio argentina per la carne bovina e i suoi derivati si legge che gli argentini consumano in media 50 kg di carne bovina all'anno pro capite, il livello più basso nella storia del Paese delle 'pampas'. "Tendenze viste in altre parti del mondo come la preoccupazione per la crudeltà contro gli animali e la macellazione è arrivata qui e si farà sentire nei prossimi anni," aggiunge Bifaretti, "La sfida è appena cominciata."
In Argentina gran parte dell'attivismo anti-carnivoro viene dai vegani. Sdraiata sull'erba, Melisa Lobo, un'attivista animalista vegana di 28 anni, accarezza il muso di Apollo, un vitello nero di una settimana delle dimensioni di un Labrador. Nelle vicinanze, capre, pecore, galline e anatre pascolano nel suo "Wild Sanctuary", due ettari di terreno a un'ora da Buenos Aires dove gli animali vivono fino alla fine dei loro giorni. Melisa chiama per nome ciascuno dei 300 animali ospitati nel santuario, fatta eccezione per i polli. "Una persona che vive accanto a un cane o un gatto sa che l'animale sente, sa che a loro piace essere coccolati, sa quando hanno fame, sete, freddo o che sentono male quando si fanno male ", argomenta Melisa: "Le persone che invece non vivono vicino agli animali non sanno o non vogliono sapere che sono esseri senzienti."
Non esiste un dato ufficiale in Argentina, ma secondo le stime dell'istituto di Bifaretti, vegani e vegetariani rappresentano dal 7% all'8% della popolazione. Il veganismo, una corrente di pensiero affermatasi a Londra durante la seconda guerra mondiale, si basa su un dieta priva di prodotti animali, a differenza dei vegetariani che accettano l'assunzione di latte o uova. I vegani respingono anche tutte le forme di sfruttamento degli animali, sia come lavoro, o per abbigliamento, cosmetici, trasporti, sport o sperimentazione scientifica. "Ricevi carne sul tuo piatto e non pensi a come è arrivata lì, " dice ancora Melisa: "Mi è sempre piaciuta la carne poco cotta e non capivo che quello fosse sangue che fluiva dal muscolo dell'animale."
Quando non è ancora l'alba nel quartiere Mataderos di Buenos Aires, il bianco delle uniformi dei macellai che lavorano nelle celle frigorifere sono già macchiate di rosso dalla carne di manzo che arriva dai macelli vicini. Il distretto fornisce gran parte della carne per gli 'asados' che vengono consumati nei ristoranti e case nella capitale argentina. "Grazie a Dio, in Argentina e in questo quartiere la gente mangia ancora l'asado nei fine settimana, ma in futuro potrebbe essere un po 'complicato," ammette Diego Salvo, che gestisce una delle più popolari macellerie della zona, riconoscendo la nuova tendenza contro il consumo di carne.
Il manzo è così profondamente radicato nella cultura argentina che gli chef dei ristoranti vegani devono ingegnarsi per adattare i piatti tipici ai loro menu. A La Reverde, la prima trattoria vegana a Buenos Aires, la specialità della casa è un piatto che ricorda il "bife de chorizo", un popolare taglio di manzo senz'osso cotto alla griglia. Si tratta in realtà di una "bistecca di seitan", fatta con glutine di grano e ingredienti tra cui purea di barbabietola e spezie che aiutano a creare un aspetto vagamente simile alla bistecca di manzo.
Per alcuni mangiare vegano non è abbastanza e molti si danno alla militanza attiva manifestando davanti ai macelli come fanno quelli del gruppo animalista Voicot con slogan tipo: "Siamo la specie che minaccia di distruggere ogni cosa." Dall'altra parte della barricata c'è ancora la maggioranza degli argentini che vede il mangiare carne di manzo come parte della loro storia e cultura: "Non stiamo parlando di uccidere animali per sport ma per essere trasformati in cibo," conclude Bifaretti."È stato così per tutta la storia dell'umanità."