Coronavirus, in India oltre 78 mila nuovi casi in un giorno
Il Paese ha superato il Messico per numero di morti (in termini assoluti) provocati dal coronavirus e, con un bilancio complessivo di 64.469 vittime, è ora al terzo posto di questa triste classifica mondiale dopo gli Stati Uniti e il Brasile
L'India ha registrato 78.512 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, confermando la crescita della curva dei contagi. L'impennata delle infezioni ha portato il bilancio a oltre 3,6 milioni di contagi dall'inizio della pandemia. Il virus ha colpito le principali città e ora si sta diffondendo rapidamente anche nei centri più piccoli e nelle aree rurali. La situazione resta particolarmente difficile a New Delhi, dove ieri sono stati registrati oltre 2.000 contagi, il livello più alto dal 10 luglio scorso. Finora nel Paese sono stati eseguiti 41,4 milioni di tamponi.
Il Paese, che conta 1,4 miliardi di abitanti, è il nuovo focolaio mondiale della pandemia da Covid-19, un fardello toccato - in ordine cronologico - a Cina, Italia, Gran Bretagna-Francia-Spagna, Stati Uniti e Brasile. Negli ultimi cinque giorni, l'India ha rilevato più di 75.000 nuovi casi al dì, un livello che nessun altro paese ha toccato. Il precedente picco più alto di un giorno in qualsiasi paese è stato negli Stati Uniti, che il 19 luglio avevano segnalato 74.354 casi, secondo il database dell'Organizzazione mondiale della sanità.
L'India ha superato il Messico per numero di morti (in termini assoluti) provocati dal coronavirus e, con un bilancio complessivo di 64.469 vittime (984 nelle ultime 24 ore), è ora al terzo posto di questa triste classifica mondiale dopo gli Stati Uniti e il Brasile.
Stop a voli internazionali fino al 30 settembre
Il Ministero dell'Aviazione Civile ha comunicato che i voli commerciali internazionali da e verso il paese, restano bloccati fino a fine settembre. L'India ha chiuso il traffico aereo internazionale dallo scorso 23 marzo, da allora sono stati autorizzati solo voli speciali di rimpatrio, e, da metà luglio sono stati varati alcuni accordi per "bolle" di traffico con Usa, Regno Unito, Francia e Germania.