Inga, l'albero dei miracoli per salvare l'Amazzonia
Una pianta autoctona, i cui frutti sono da secoli parte della dieta indigena, contro la deforestazione e i danni dell'agricoltura e degli allevamenti intensivi
Si chiama Inga, è una pianta tropicale della famiglia delle Leguminose e con i suoi fiori bianchi e le capacità azotofissatrici può costituire un nuovo argine a incendi e deforestazione in Amazzonia. Le sue proprietà sono state evidenziate sul portale d'informazione scientifica 'Phys.org' dai responsabili di un progetto di rimboschimento nel cosiddetto "arco della distruzione", al confine meridionale dell'Amazzonia brasiliana, nello Stato di Randonia.
"È un albero miracoloso" ha detto Toby Pennington, professore di biogeografia e biodiversità tropicale presso la University of Exeter, intervistato dall'emittente inglese Bbc: "Alcune specie possono crescere davvero velocemente, su suoli molto poveri, anche molto degradati, dove gli alberi sono stati tagliati". Il contributo della Inga è stato evidenziato anche da Saulo De Souza, del centro brasiliano Instituto Ouro Verde. Secondo l'esperto, "queste piante possono favorire la fauna creando nuovi habitat o punti di passaggio verso la foresta".
Nella fascia tropicale del continente americano il genere Inga conta circa 300 specie, si legge sul sito della Inga Foundation - una fondazione nata per superare l'agricoltura basata sul modello "taglia e brucia" e dare alternative fondate scientificamente agli agricoltori perché non si trovino a dover disboscare nuove aree di foresta pluviale anno dopo anno, solo per sopravvivere.
L'albero di Inga è tipico delle foreste dell'America centrale e meridionale e si stima che questa pianta si sia evoluta negli ultimi 2 milioni di anni. Manufatti a forma di baccelli di Inga risalenti a migliaia di anni sono stati trovati in Perù e altrove nella zona. L'albero è una parte importante dell'agroeconomia locale. I frutti di molti alberi di Inga sono commestibili e fanno parte della dieta di base degli indigeni. La Inga in passato è stata usata per fare ombra nelle piantagioni di caffè, cacao e tè.
Il progetto di rimboschimento sarà finanziato da un fondo britannico per la ricerca e l'innovazione, il Global Challenges Research Fund (Gcrf), per l'equivalente di 712 mila euro. I primi beneficiari dovrebbero essere i contadini: il
contrasto all'impoverimento dei suoli dovrebbe garantire loro un'alternativa alla vendita alle societa' di agri-business, interessate esclusivamente a monocolture e accusate per questo di essere responsabili di perdita di biodiversità e deforestazione.
Secondo stime diffuse nei mesi scorsi dall'Instituto Nacional de Investigaciones Espaciales de Brasil (Inpe), in un solo anno nel principale Paese del bacino amazzonico il tasso di deforestazione è aumentato di oltre l'80 per cento.
Sotto accusa anche Jair Bolsonaro, divenuto presidente con il sostegno delle lobby di latifondisti e "ruralistas", il blocco dell'agri-business e degli allevamenti intensivi.