Inginocchiarsi in campo durante inno nazionale: sì della Federcalcio Usa che abroga divieto del 2017
Il passo indietro della Federazione calcistica dopo il caso Floyd
Nel 2017 la Federazione calcistica negli Usa ha introdotto una norma per regolare i comportamenti in campo. Tra le altre cose, vietò la possibilità di inginocchiarsi durante l'inno nazionale. Una misura sostenuta da Donald Trump, introdotta dall'attivista e celebre giocatore di football americano Colin Kaepernick e ripresa dagli altri atleti. A cominciare dalla star del calcio femminile, bianca, Megan Rapinoe. Un affronto.
Lo sport clonò una protesta silenziosa contro le violenze della polizia sugli afroamericani. Segnale che fece imbestialire il Presidente. E così l'esempio divenne consuetudine in campo, molti giocatori aderirono all'iniziativa, fino a quando almeno nel mondo calcistico fu introdotta la norma.
Ma ora, sull'onda delle proteste del Black Lives Matter scatenate dalla morte dell'afroamericano George Floyd, ucciso dalla polizia a Minneapolis - su richiesta del presidente della Ussf (United States Soccer Federation) Cindy Parlow-Cone, il board si è riunito in video conferenza votando la cancellazione del divieto deciso nel 2017. L'affronto di Rapinoe, tre anni dopo, è stato compreso.