Iran vieta import vaccini Usa e Gb. Khamenei: "Non mi fido di loro, vogliono testare"
Il Paese sta producendo vaccini nazionali, di cui ha avviato la sperimentazione sull'uomo
La Guida suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei ha vietato al Paese di importare il vaccino contro il Covid-19 della statunitense Pfizer e della britannica Astrazeneca come riflesso della sfiducia verso l'Occidente. In un discorso televisivo, Khamenei ha detto che l'importazione di vaccini americani e britannici è "vietata", parlando anche dell'aumento del bilancio delle vittime del virus in entrambi i paesi.
"Non mi fido di loro", ha detto Khamenei riferendosi a quelle nazioni. "A volte vogliono testare" i loro vaccini in altri paesi, ha aggiunto sottolineando di non essere ottimista neanche riguardo alla Francia, "perché in passato quel paese ha esportato sangue infetto in Iran. Se i loro vaccini funzionano, compreso quello della Pfizer, perché non li usano per il loro popolo, in modo da evitare il fallimento delle migliaia di morti nei loro Paesi?", ha aggiunto l'ayatollah Khamenei, sostenendo che in realtà i Paesi citati vorrebbero testare i propri vaccini in altre nazioni.
In ogni caso, ha precisato la Guida di Teheran, i vaccini possono essere importati da altri Paesi terzi. La Repubblica islamica sostiene di non essere riuscita finora ad acquistare vaccini dall'estero a causa delle sanzioni americane e sta producendo vaccini nazionali, di cui ha avviato la sperimentazione sull'uomo. L'Iran è il Paese più colpito dal coronavirus in Medioriente.
I sostenitori della linea dura in Iran si sono opposti a lungo ai vaccini fabbricati negli Stati Uniti. La Guardia rivoluzionaria iraniana a dicembre ha rifiutato del tutto l'uso di vaccini di fabbricazione straniera. Il generale Mohammad Reza Naghdi ha detto che la Guardia "non raccomanda l'iniezione di alcun vaccino estraneo" basato sull'Rna messaggero.
Messaggio agli Stati Uniti: "Levate le sanzioni"
Khamenei ha anche parlato dei rapporti con gli Stati Uniti e dell'accordo sul suo programma nucleare, raggiunto nel luglio del 2015 e abbandonato dagli Usa nel maggio 2018. La priorità, ha detto, è la revoca delle sanzioni introdotte dal presidente degli Stati Uniti uscente Donald Trump: "Solo dopo avrà senso il loro ritorno all'accordo sul nucleare". Le sanzioni, ha continuato, devono essere tolte perché "si tratta di un diritto usurpato della nazione iraniana". Poi l'Iran chiederà che gli Usa paghino delle compensazioni per i danni inflitti in questi anni alla sua economia. Ha difeso inoltre l'arricchimento dell'uranio al 20%, iniziato lunedì in applicazione di una legge del Parlamento. "Questa iniziativa è stata presa dopo che gli Stati Uniti e i partner europei dell'accordo sul nucleare non hanno rispettato i loro obblighi. Ma in qualunque momento dovessero tornare a farlo, anche noi torneremo ai nostri obblighi".
Nuova base missilistica
Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno rivelato l'esistenza di una nuova base missilistica sotterranea in una località segreta nell'area del Golfo. Lo riferiscono i media di stato iraniani in un momento di forte tensione tra Teheran e gli Stati uniti. "La base è una delle varie che ospitano i missili strategici della Marina delle Guardie" ha detto, secondo quanto riferiscono i media di stato, il generale che guida il corpo d'élite, Hossein Salami.