'Iron' Mike Tyson compie 50 anni: "Sono stato il peggior avversario di me stesso"
Nato a Brooklyn il 30 giugno del 1966, compie 50 anni Mike Tyson, uno dei più grandi campioni di pesi massimi della storia.
Mike Tyson si è ritirato nel 2005 dopo aver perso tre dei suoi ultimi quattro incontri. Non era più così temuto come quando lo definivano "l'uomo più cattivo del pianeta", ma resta uno dei più grandi campioni dei pesi massimi della storia.
Nato a Brooklyn il 30 giugno del 1966, Michael Gerard Tyson a 11 anni è già membro di una gang nota come gli Stompers Jolly specializzata in rapine a mano armata. All'età di 13 anni è già finito in riformatorio più di 30 volte. Proprio sulla strada impara a tirare i primi pugni, a vincere la paura anche se, racconta, alla vigilia del suo primo torneo pugilistico pensò di scappare ma, non avendo trovato un mezzo per tornare a casa, salì sul ring e sbaragliò l'avversario in pochi minuti.
Lo scopre, tredicenne, il pugile Bobby Stewart che poi lo presenta all'allenatore Cus D'Amato che gli insegna a schivare i colpi, cosa molto importante per Tyson che ha una mole imponente ma è alto "solo" 1,78 cm, poco per la sua categoria. D'Amato fa ben altro per lui: lo accoglie in casa sua, cerca di farlo studiare, lo adotta legalmente alla morte della madre perché sa, in cuor suo, che quel ragazzo sarebbe diventato qualcuno, il prossimo campione dei pesi massimi. Mike lo ripaga con una serie interminabile di vittorie già da dilettante, 48 su 54 incontri.
Nel 1985 il debutto da professionista. In meno di un round manda al tappeto Hector Mercedes, poi infila una vittoria dopo l'altra, 26 in tutto, fino al match con Trevor Berbick, noto per aver sconfitto Muhammad Ali nell’ultimo match del Campione, che gli vale il primo titolo mondiale. È già Iron Mike, Kid Dinamite, King Kong. È il più giovane di tutti i tempi a indossare la cintura dei pesi massimi. E il più feroce. Parlano i numeri: in carriera ha totalizzato 44 KO in 56 incontri.
Ha detto di sé: "Sono stato il peggior avversario di me stesso". E più che agli avversari si è arreso alla vita. Prima il fallimento del matrimonio con l'attrice Robin Givens, poi la sua passione per le feste e le abitudini sregolate e, inevitabili, le prime sconfitte. Quando vola a Tokyo per sfidare James Buster Douglas, ha in testa solo le donne, dice. Finisce al tappeto per la prima volta in carriera. Poi ricomincia a vincere, ma viene accusato di aver violentato Desiree Washington, una delle reginette del concorso di Miss Black America. "Non ho mai abusato di Desiree", scrive nella sua autobiografia, "le conseguenze della sua azione sono una cosa con la quale dovrà convivere per il resto della sua vita“.
Dopo un anno di processo viene condannato al carcere. Viene rilasciato dopo tre anni, nel 1995. L'anno successivo, sul ring, sconfigge Frank Bruno e si riprende il titolo mondiale. Poi l'attesa sfida con Holyfield, già rimandata più volte, e la sconfitta: Tyson finisce per la seconda volta al tappeto. Nel 1997 la rivincita tra i due finisce letteralmente nel sangue: Tyson stacca a morsi un pezzo di orecchio all'avversario, viene squalificato, multato per 3 milioni di dollari, non può più boxare fino all'anno seguente. "Lo volevo uccidere, ero fuori di me", confessa qualche anno più tardi. Alterna carcere e incontri, ma il ritiro è già nell'aria. Arrivano gli avversari scelti ad hoc per non farlo sfigurare e le droghe, gli alcolisti anonimi.
Nel 2002 va al tappeto all'ottavo round del match contro Lennox Lewis, nel 2004 perde contro l'inglese Danny Williams e nel 2005 incassa l'ennesima sconfitta dall'irlandese Kevin McBride. "È la mia fine", dice, "Non ce la faccio più. Non posso più mentire a me stesso. È finita, è finita».
"Lo sportivo peggiore degli ultimi 25 anni", scrivono i giornali ma l'America sa anche perdonare. La redenzione arriva con uno show teatrale, poi diventato un'autobiografia, “Undisputed truth“, ancora in cartellone. Mike Tyson solo sul palco si racconta in un monologo di due ore. Poi arrivano le foto con Holyfield da vecchi amici. I due girano uno spot insieme in cui Mike si presenta alla porta di casa del suo ex-rivale restituendogli il pezzo di orecchio che gli aveva staccato. Esce pure un cartone animato “Mike Tyson Mysteries” che lo vede alle prese con misteri da risolvere, e ci sono film, video, interviste. Più che "operazione simpatia", il giusto tributo a un grande campione segnato da una vita difficile che ha ammesso: "Sono diventato vecchio troppo presto e intelligente troppo tardi".
Mike Tyson in 10 KO da YouTube
Mike Tyson Vs. Sammy Scaff, 1985
Mike Tyson Vs. Holyfield, 1997