Junk-food? Peggio, il jail-food è tortura. Detenuto denuncia il carcere dopo 5 giorni di "dieta"
Il "nutraloaf" è una specie di sformato usualmente servito in certi penitenziari americani ai detenuti indisciplinati
Il "nutraloaf" è costituzionale o è una punizione crudele e in ultima analisi un modo per torturare i prigionieri? Il detenuto di un penitenziario del Delaware ha citato in giudizio la direzione del carcere denunciando di essere stato affamato di proposito dopo che per cinque giorni consecutivi è stato messo a dieta stretta con quella che tra compagni di cella viene comunemente definita "la sbobba cotta", il cosiddetto "nutraloaf".
Mentre altri Stati dell'Unione negli ultimi tempi stanno gradualmente abbandonando questo sistema - eufemisticamente definito non una punizione ma uno "strumento di gestione comportamentale utilizzato in risposta a condotte che mettono a rischio la sicurezza della normale vita carceraria" - i funzionari pubblici del Delaware si oppongono e chiedono al giudice federale di respingere le accuse del denunciante. La direzione del carcere dal canto suo nega in modo assoluto qualsiasi violazione dei diritti. Negli ultimi due anni in Delaware sono una cinquantina i detenuti a cui è stato somministrato il "nutriente sformato".
Ogni Stato ha la sua versione locale della "ricetta" ma si tratta in genere di un ammasso informe di quelli che sembrano scarti di cucina: verdure, pane, riso e altri ingredienti non meglio identificati.
In questo video ecco le significative reazioni di persone comuni a cui viene fatto assaggiare il famigerato pasto: