Kim Kardashian dona 1 milione di dollari a Ong che opera nello scenario di guerra Nagorno-Karabakh
Armenia Fund, l'organizzazione non governativa fondata a Los Angeles che fornisce aiuti umanitari e finanzia progetti infrastrutturali in Armenia e nel Nagorno-Karabakh, regione caucasica teatro da settimane di scontri tra le forze azere e armene, riceverà un notevole sostegno finanziario dalla modella e imprenditrice Kim Kardashian
In un breve video postato su Instagram, la star di origine armena Kim Kardashian ha annunciato una donazione di 1 milione di dollari ad Armenia Fund, una Ong fondata a Los Angeles che fornisce aiuti umanitari in Armenia e nel Nagorno Karabakh, esortato i suoi follower a fare lo stesso. "I confini non ci dividono. Insieme siamo una nazione armena globale. Armenia Fund sta aiutando direttamente coloro che sono stati colpiti durante questa fase critica con aiuti umanitari come cibo, alloggi e cure mediche", ha aggiunto la modella riferendosi allo scenario di guerra che nelle ultime settimane ha coinvolto principalmente le città Stepanakert e Ganja.
La regione di Nagorno-Kharabakh è contesa tra secessionisti armeni (sostenuti dall'Armenia) e forze azere di Baku. "Erevan (Capitale dell'Armenia, ndr) deve riconoscere l'integrità territoriale dell'Azerbaigian, scusarsi con il suo popolo e ammettere che la regione contesa non fa parte dell'Armenia", ha dichiarato qualche giorno fa il Presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev. Un appello inascoltato al quale è seguito il cessate il fuoco imposto da Mosca. È propria la Russia uno dei principali negoziatori della tregua: "Sarebbe un errore rimandare la ripresa del processo negoziale fra le parti coinvolte nel conflitto del Nagorno Karabakh", ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, dopo aver incontrato a Mosca la sua controparte armena, Zohrab Mnatsakanyan con cui ha discusso di "come andare avanti". "Anche se questo non significa che tutte le questioni possano essere risolte velocemente e simultaneamente, il processo negoziale è necessario". La Turchia, schierata al fianco dell'Azerbaigian, chiede una soluzione veloce e si dice pronta a sostenere il proprio alleato.