L'Etna non si ferma: colonna eruttiva alta 12 chilometri e le sue foto 'stregano' anche la NASA
L'Etna è 'irrequieta' e dimostra di avere un carico notevole di energia interna da 'scaricare' all'esterno: dopo un crescendo notturno stamani ha fatto registrare il decimo evento parossistico dal 16 febbraio scorso.
Nuova 'accelerazione' sull'Etna con valori del tremore dei condotti magmatici interni che si mantiene molto elevato. Segnale di una grande energia che alimenta la fontana di lava che emerge dal cratere di Sud-Est - che ha raggiunto i 500 metri d'altezza - e l'emissione di un'alta colonna colonna eruttiva che è alta 12 chilometri.
L' Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia-Osservatorio Etneo (Ingv-Oe) di Catania segnala anche che prosegue l'attività effusiva, che rimane confinata nella desertica Valle del Bove, ma con la colata che è ben alimentata. Il tremore vulcanico, molto elevato, ha sorgenti sotto il cratere di Sud-Est, dove sono localizzati anche gli eventi infrasonici che, per numero e frequenza, rimangono elevati. I dati della rete Gnss non mostrano variazioni significative, mentre la rete clinometrica mostra contenute variazioni (0.1 - 1 microradianti) in concomitanza con l'attività in corso.
Nella notte l'attività stromboliana al cratere di Sud Est era gradualmente aumentata e alle 2:20 circa era passata a fontana di lava. A partire dalle 4:05, si era osservato un trabocco lavico in direzione Valle del bove. Dalle 6, dopo che l'attività stromboliana si era ridotta mentre rimaneva attivo il trabocco lavico e il tremore ha poi iniziato a risalire fino all'eruzione mattutina a partire dalle 7 per poi accelerare dalle 8:25.
Anche per la NASA l'Etna è la foto del giorno
La suggestiva foto dell'Etna cinto da un fiume di lava incandescente, è stata scelta dalla Nasa come immagine APOD, ovvero Astronomy Picture of the Day (l'immagine astronomica del giorno). Lo scatto è stato realizzato dal 34enne fotografo siciliano Giuseppe Vella, specializzato in paesaggistica in particolare notturna: "Per me è una grandissima soddisfazione essere menzionato dalla NASA - ha
spiegato il fotografo -. Monitoravo da tanto l'Etna per assistere ad un bel parossismo e ad un tratto, verso le 9 di sera, è iniziata una leggera attività sul vulcano. Senza pensarci troppo ho affrontato un viaggio di 300 km per assistere a questo spettacolo. Purtroppo giunto a destinazione la notte tra il 16 e il 17 febbraio l'attività era terminata, ma continuava a regalare emozioni con la sua lava ben visibile. Di corsa ho preso l'attrezzatura e ho iniziato a scattare. Una sera molto gelida, un cielo spettacolare e le meteore hanno fatto il resto per creare questa immagine".
