L'eroe di "Hotel Rwanda" arrestato per terrorismo. La famiglia: "Persecuzione politica"
È stato arrestato con l'accusa di terrorismo e appartenenza a banda armata Paul Rusesabagina, l'ex manager dell'Hotel Des Milles Collines di Kigali, che ha ispirato il film "Hotel Rwanda" e salvò centinaia di persone durante il genocidio del 1994 contro i tutsi.
"Rusesabagina è sospettato di essere il fondatore, leader, sponsor e membro di bande violente, armate ed estremiste", ha detto Mulangira Thierry, portavoce del Rwanda Investigations Office, che lo ha preso in custodia presso la stazione di polizia di Remera, nella capitale. L'uomo è stato fermato durante una conferenza stampa a Kigali.
Un tempo sostenitore di Paul Kagame, Rusesabagina, 66 anni, era diventato un avversario molto critico del presidente e viveva in esilio tra il Belgio e gli Stati Uniti, dove aveva creato una fondazione per favorire la riconciliazione e prevenire ulteriori genocidi.
L'ufficio del procuratore ruandese lo accusa di appartenenza a "bande terroristiche" come la piattaforma di opposizione Rwandan Movement for Democratic Change, di cui è stato fondatore, e che ha bracci armati che hanno attaccato in territorio ruandese.
Il lavoro di Rusesabagina all'Hotel Des Milles Colline ispirò nel 2004 il film "Hotel Rwanda", basato sulla storia dell'influente uomo d'affari hutu, sposato con una donna tutsi, che riuscì a proteggere nelle sue strutture circa 1.200 persone dal genocidio.
La Ibuka Genocide Victims Association sostiene che il suo ruolo nel genocidio ruandese, in cui furono uccise circa 800 mila persone in poco più di 100 giorni, è stato esagerato. Ma quel ruolo venne riconosciuto nel 2015 anche dall'allora presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, che gli conferì la medaglia della libertà per il suo lavoro e le gesta eroiche.
La procura lo aveva accusato nel 2010, insieme alla leader dell'opposizione Victoire Ingabire, di finanziare attività terroristiche e gruppi armati; e con queste accuse, Ingabire, la principale rivale politico di Kagame, era stata arrestata e condannata a 13 anni di carcere, fino al suo rilascio per una grazia del presidente, nel settembre 2018.
In un'intervista nel 2014, l'oppositore aveva criticato il governo Kagame, sostenendo che diventava "ogni anno meno democratico. Non c'è né potere condiviso né spazio politico". E di Kagame in particolare aveva detto: "Penso che sia diventato un dittatore milionario a cui importa della propria fortuna, non dei ruandesi".
La famiglia accusa il governo ruandese: "Un arresto illegale"
La figlia adottiva di Rusesabagina, Carine Kanimba, ha dichairato all'Associated Press di aver parlato con lui per l'ultima volta prima del suo volo a Dubai la settimana scorsa e che la sua famiglia è stata informata lunedì mattina presto che era detenuto in Ruanda ma non sono stati in grado di parlargli.
Sono preoccupati che il sessantaseienne, con la cittadinanza belga e la residenza permanente negli Stati Uniti, non riceva regolarmente i suoi farmaci per l'ipertensione.
"Speriamo di ottenere il suo rilascio in modo rapido e sicuro" ha aggiunto Kanimba dicendo che che suo padre è stato a lungo un bersaglio a causa delle sue critiche alla Governo ruandese: "Quello di cui lo accusano è tutto inventato, non hanno prove di ciò che affermano... Sappiamo che si tratta di un arresto illegale".