Alex Zanardi, l'avventura continua: torna a correre a Daytona, per la prima volta senza protesi
A 52 anni, Alex Zanardi ci ha abituato a ogni genere di impresa sportiva durante i 17 anni trascorsi dal terribile incidente sul circuito di Lausitz in quel maledetto 15 settembre 2001 ma questo fine settimana a Daytona aggiungerà un nuovo traguardo alla sua esemplare carriera, gareggiando per la prima volta senza protesi nella prestigiosa Rolex 24 a Daytona al volante di una BMW progettata appositamente per lui e che gli consentirà di guidare con dei comandi a mano
Spirito indomito Zanardi è diventato un modello, una figura ispiratrice in questi anni tornando a correre in auto con le protesi da lui stesso disegnate - "mi sono fatto più alto" scherza - e poi il ciclismo a mano e la vittoria di categoria nella Maratona di New York per finire con le quattro medaglie alle Paralimpiadi. Oggi una nuova sfida.
"È un grande campione, un eroe, un modello" dice l'ex compagno di squadra e amico Jimmy Vasser, "Le cose che continua a fare sono di esempio per come vivere la vita ogni giorno e lui continua a ispirare tutti quelli che incontra." Il carattere affabile ed esuberante di Zanardi, lo sappiamo, è contagioso e in questi giorni a Daytona è diventato il protagonista di una gara che vede al via alcuni dei i più grandi nomi nelle corse.
Una delle principali difficoltà da superare per affrontare questa gara di durata era il cambio dei piloti alla guida compresa la sostituzione del volante. "Abbiamo cominciato con tempi superiori ai 30 secondi e siamo arrivati a 14. È incredibile come possa effettivamente entrare più velocemente in macchina di quanto sappia fare io," racconta il compagno di squadra Jesse Krohn. "È super positivo e non lascia mai che le difficoltà lo buttino giù. Un'operazione che Zanardi ha meticolosamente curato fin nei minimi particolari e movimenti per ridurre al minimo la perdita di tempo durante la gara. Intervistato da AP Zanardi, con un pizzico di timidezza, ammette che anche questa corsa non è che "un altro capitolo della favola della vita."
"La disabilità," conclude, "è una condizione molto relativa, è qualcosa che definisce a situazione, ma se non riesci a superare il problema, puoi sicuramente trovare una soluzione per aggirarlo. Siamo tutti limitati nel fatto che nessuno di noi può volare e nessuno di noi può correre più veloce di alcuni animali, ma scopriamo un modo per andare a Tokyo se dobbiamo, no? Oppure corriamo più veloce di un animale con una macchina da corsa. Certo, non ho le gambe, il che non aiuta, ma sono qui e ci provo a dare il meglio di me stesso".