La moda, la luna, le stelle. La sfilata di Fendi nel Tempio di Venere e l'omaggio a Lagerfeld
54 capi proprio come gli anni in cui il Kaiser ha guidato la maison fondata da Adele ed Edoardo Fendi nel 1925
Fendi rende omaggio al suo storico direttore creativo, Karl Lagerfeld, al timone della maison per 54 anni fino alla sua scomparsa avvenuta lo scorso febbraio, con una sfilata unica al Tempio di Venere, luogo "magico" di Roma, adagiato sul colle Palatino. Un sito antico, che la maison del gruppo Lvmh ha deciso di restaurare con un finanziamento di 2,5 milioni di euro. Qui, tra le colonne sacre volute dall'Imperatore Adriano nel 121 d.C, Valentino tenne, nel 2007, una delle sue tre feste romane di addio alla moda. C'era anche Lagerfeld che scattava fotografie a Uma Thurman, vestita con un lungo peplo bianco, una dea in posa per il maestro tra le vestigia di Roma.
Con la luna, le stelle e il Colosseo a fare da scenografia, in un giardino all'italiana, va così in scena The Dawn of Romanity: 54 capi artigianali, "di cui 21 nuovi, che ho realizzato anche in pelliccia sostenibile - spiega Silvia Venturini Fendi - ricavata dalla lavorazione di cachemire e altri materiali. Gli altri sono "rimessi a modello", cioè rielaborazioni di pezzi d'archivio".
Sono 54 proprio come gli anni in cui Lagerfeld ha guidato la maison fondata da Adele ed Edoardo Fendi nel 1925 come negozio di pellicce e borse. Ci sono gli abiti da ballo stampati con gli stessi tasselli esagonali dei pavimenti mosaico del tardo Impero, ripresi dalle navi di Nemi di Caligola e dai pavimenti della Domus Tiberiana. C'è l'iconica pelliccia "Astuccio" disegnata dal Kaiser nel 1971, riletta da Silvia Fendi in pelliccia sostenibile intarsiata su tulle. Ci sono le cappe fatte con materiali che imitano il fur. E poi robe manteau, cappotti Seventy e il trench fatto per Silvana Mangano in seta e zibellino, i tailleur in seta anni '70, come quello bianco che apre la sfilata, abiti larghi in pattern a tasselli di marmo, venature cristalline e colori "minerali" dal verde giada al quarzo rosa screziati d'oro. Sfilano abiti impero, semplici e lineari, gonne longuette, camicette e pantaloni palazzo, lingerie satinata, e ci sono vestiti più sontuosi, con maniche alla magiara su cui crescono petali piumati, perline ottagonali e spighe di grano in rafia, motivi ripresi poi su borse e scarpe e stivali.