La plastica minaccia il cuore della biodiversità marina
Queste immagini sono state scattate durante un'esplorazione subacquea condotta da Greenpeace a Batangas, nelle Filippine. Spazzatura e soprattutto rifiuti di plastica monouso sono stati trovati tra, sotto e sopra i coralli e sui fondali marini di Verde Island Passage, l'epicentro della biodiversità marina nel mondo.
Secondo i dati della Global Alliance for Incinerator Alternatives (GAIA), i filippini smaltiscono ogni giorno 163 milioni di confezioni di plastica monouso.
Il rapporto di GAIA
L'inadeguata gestione dei rifiuti e la mancanza di controlli sono sempre state considerate le cause principali del problema dei rifiuti delle Filippine e in generale nei paesi del sud-est asiatico, ma sulla base di un nuovo studio pubblicato da una ONG senza scopo di lucro, è l'inarrestabile uso della plastica monouso la vera causa questo problema. Il gruppo ambientalista Global Alliance for Incinerator Alternatives (GAIA) ha pubblicato una ricerca che dimostra come i filippini consumino ogni giorno milioni di oggetti non biodegradabili.
Secondo lo studio, nelle Filippine vengono gettati ogni giorno di tre milioni di pannolini e 163 milioni di confezioni di plastica. Si tratta dei risultati di una indagine triennale condotta dal gruppo in cooperazione con la Mother Earth Foundation, in una serie di città tra cui Malabon, Navotas, Quezon City, Tacloban e la città di San Fernando in Pampanga. Ogni filippino utilizza 591 bustine e 337 sacchetti di plastica ogni anno. Ogni giorno sono 48 milioni le buste della spesa che vengono utilizzate nelle Filippine, 45,2 milioni sono invece i sacchetti di plastica senza maniglie usati ogni giorno. Froilan Grate, direttore di GAIA, commenta: "Le Filippine sono accusate di essere una delle maggiori fonti dell'inquinamento marino nel mondo, a causa della mancanza di un'adeguata gestione dei rifiuti. Ma sulla base del nostro studio, alcune città come San Fernando riescono a gestire la spazzatura, il problema è che dal 20 al 30% della spazzatura è di plastica non è riciclabile."
In base a questi dati interviene Greenpeace puntando il dito contro i colossi multinazionali considerati principali responsabili della produzione della plastica monouso. Le foto scattate tra i coralli del fondale marino Verde Island Passage, città di Batangas nelle Filippine, dice la ong ambientalista, rivelano una verità nascosta: i rifiuti di plastica che finiscono in questo che è l'epicentro della biodiversità marina del pianeta, sono stati prodotti in gran parte in luoghi come l'Europa e il Nord America. Nel rapporto di GAIA infatti Nestlé e Unilever risultano le principali fonti di inquinamento da plastica nelle Filippine.
I numeri storici forniti da Greenpeace
Secondo uno studio elaborato sul settore industriale della plastica nel 2016, la produzione mondiale è cresciuta dell'8,6% all'anno dal 1950: da 1,5 milioni di tonnellate all'anno a oltre 330 milioni di tonnellate all'anno. Ad oggi, circa 9 miliardi di tonnellate di plastica sono state prodotte e diffuse in tutto il mondo. Per l'industria delle materie plastiche, questa è la "storia di un successo globale". Secondo un rapporto pubblicato su Science Advances - da ricercatori dell'Università della California, Università della Georgia e Woods Hole Institute nel Massachusetts - solo il 9% della plastica è stato riciclato, il 12% è stato incenerito e il restante 79% rimane disperso nell'ambiente. Se le attuali tendenze di produzione e gestione dei rifiuti continuano, entro il 2050, ci saranno 12 miliardi di tonnellate di plastica in ambienti naturali. Una dimensione paragonabile al peso di 100 milioni di balene: 5.000 volte la popolazione di balene attualmente presente dulla Terra.