Le città più vivibili: Melbourne è imbattibile ma il vero Bel Paese è il Canada, dice l'Economist
Tra le 140 città valutate Roma e Milano galleggiano a metà classifica, dietro la rampante Reykjavik e Madrid, ma davanti a Londra e Lisbona...
A dispetto della crisi economica e finanziaria. dell'allarme sicurezza per l'infittirsi degli attacchi terroristici e dei conflitti civili e sociali che hanno messo sotto pressione negli ultimi anni la qualità della vita, l'Economist, nel rapporto annuale appena pubblicato, ha registrato complessivamente un miglioramento, sebbene minimo, dell'indice di vivibilità nelle città del nostro pianeta, per la prima volta da dieci anni a questa parte.
Un incremento statistico che però non deve ingannare. E' bastato che una dozzina di città - tra cui in particolare Amsterdam, con i suoi livelli di criminalità in costante diminuzione che hanno addirittura portato alla chiusura di carceri vuote, e Reykjavik che è balzata in vanti di tredici posizioni grazie alla ristrutturazione del centro che ha migliorato si molto il suo punteggio "culturale" - migliorassero decisamente il loro score per controbilanciare un declino che in realtà ha afflitto la maggior parte delle metropoli mondiali - 98 sulle 140 censite nel rapporto. Tra queste spiccano per esempio Manchester e Stoccolma in Europa, entrambe colpite recentemente da attacchi terroristici. E se si guarda l'andamento più recente si vede come le preoccupazioni sulla sicurezza, inclusa la crisi dei profughi, la minaccia terroristica e i conflitti in Medio Oriente, in Europa orientale e in Africa, abbiano ridotto il punteggio medio di sicurezza globale di due punti percentuali dal 2012, mentre il punteggio globale di vivibilità è sceso in un anno dello 0,08%.
Ecco la classifica delle 10 città più vivibili:
1. Melbourne / 97,5 punti su 100
2. Vienna / 97,4
3. Vancouver / 97,3
4. Toronto / 97,2
5. = Calgary / 96,6
5. = Adelaide / 96,6
7. Perth / 95,9
8. Auckland / 95,7
9. Helsinki / 95,6
10. Amburgo / 95
Per il settimo anno consecutivo Melbourne rimane prima al mondo nell'indice di vivibilità seguita anche quest'anno da Vienna, seconda e prima delle città europee in classifica. Ma il Vecchio Continente, rappresentato nella top ten anche da Helsinki e Amburgo, segna il passo rispetto all'Oceania - 4 città nelle prime dieci - ma soprattutto rispetto al solo Canada che, con Vancouver, Toronto e Calgary nelle prime cinque, vince certamente la palma del "Bel Paese" secondo la rivista inglese. Secondo il rapporto 2017, le città meglio piazzate "tendono a essere di media grandezza in Paesi più ricchi con una densità di popolazione relativamente bassa. questo consente una gamma di attività culturali e ricreative senza portare alti livelli di crimine o infrastrutture sovraccariche." Tra le 140 metropoli prese in considerazione dall'indice Milano e Roma sono quelle italiane e si piazzano rispettivamente al 43° e al 50° posto.
Ecco invece la classifica delle 10 città meno vivibili:
140. Damasco / 30.2
139. Lagos / 36
138. Tripoli / 36.6
137. Dhaka / 38.7
136. Port Moresby / 39.6
134. = Algieri / 40.9
134. = Karachi / 40.9
133. Harare / 42.6
132. Douala / 44
131. Kiev / 47.8
Chi sale e chi scende
Ecco la classifica delle cinque città che hanno migliorato nell'ultimo anno il proprio score complessivo
Tehran +5%
Dubai +4.6%
Abidjan +3.8%
Harare +3.2%
Colombo +2.5%
Questa invece la lista delle città maggiormente in declino:
Kiev -21.4%
Damasco -16.1%
Tripoli -6.2%
Detroit -5.7%
Mosca -5.6%
Ma come viene realizzato l'indice?
Il rapporto spiega che l'indice di vivibilità è costruito sulla valutazione di cinque categorie generali significative per la qualità della vita: la stabilità, l'assistenza sanitaria, la cultura e l'ambiente, l'educazione e le infrastutture. Ad ogni città è assegnato un punteggio per gli oltre 30 parametri qualitativi e quantitativi identificati in queste categorie e ogni fattore è classificato secondo una scala che va da accettabile a intollerabile. Per quanto riguarda gli indicatori qualitativi il rating è fondato sul giudizio degli analisti della rivista e su quello di contributori che vivono nelle città. Per quanto riguarda i parametri quantitativi l'indice viene clacolato in base alla performance relativa di un certo numero di dati. "I punteggi così ottenuti vengono poi compilati e soppesati per determinare un punteggio generale da 1 a 100, dove 1 sta per intollerabile e 100 per ideale.