Lega "occupa" Parlamento. Dubbi Berlusconi e Meloni. Salvini: "Non commento proteste altrui"
La fase 2 dell'emergenza pandemia divide il centrodestra
Il botta e risposta tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni lascia trasparire iniziative disparate. C'è disappunto sulla manovra della Lega di allestire un "presidio permanente" in Parlamento. Eloquente il commento della leader di Fratelli d'Italia: "Iniziativa non concordata", mentre Silvio Berlusconi già nei giorni scorsi si è smarcato assumendo una linea più europeista.
"Spero che oggi, visto che andremo avanti ancora con questa protesta pacifica e costruttiva e leggeremo le voci dei cittadini, tutto il centrodestra si unisca", ha ribattuto il senatore leghista in collegamento con Telelombardia. E sulla scia delle parole della leader di Fratelli d'Italia, Salvini ha chiosato: "Le porte del Parlamento sono aperte a tutti, giorno e notte e poi io non vado a commentare quando altri fanno proteste e manifestazioni".
"Noi operiamo in maniera diversa, usiamo dei metodi diversi dai nostri alleati. Siamo una coalizione e non un partito unico. Nel centrodestra siamo l'anima liberale cattolica ed europeista, una componente indispensabile per un centrodestra di governo", è il commento di Berlusconi.
Meloni sembra trovare la quadra smentendo un po' tutti: "Secondo vari commentatori la protesta di Salvini sarebbe nata più per fermare me che Conte. Da giorni, qualunque cosa faccia uno dei partiti del centrodestra, si fanno paginate esaltando divisioni e retroscenana di ogni genere. Non sanno più che inventarsi per provare a dividerci. Ma non è possibile, ha precisato Meloni. "Solleviamo le stesse critiche al Governo, abbiamo proposte concrete e compatibili se non, in alcuni casi, sovrapponibili. Non capisco dove sia la divisione se ciascun partito in base alla propria sensibilità, al proprio stile e alla propria fantasia promuove proteste e iniziative. Ben venga qualsiasi iniziativa in difesa delle nostre categorie economiche". "Sarebbe bello organizzare una grande iniziativa, nel rispetto delle regole, tutti insieme, e sono certa che ci lavoreremo", ha concluso Meloni.
Dai recenti sondaggi che danno un pesante calo della Lega, conseguenza che vede scendere la colazione di centrodestra sotto il 50% nonostante la ripresa di Forza Italia e il trend positivo per Fratelli d'Italia, l'iniziativa dei 74 parlamentari leghisti di passare la notte tra i banchi del Parlamento è vista, da alcuni esponenti di maggioranza e opposizione, come una reazione alla perdita di consensi.
Nei giorni scorsi Salvini aveva annunciato una manifestazione di piazza, accolta con freddezza dai due alleati, così come non era piaciuta a Meloni la proposta di una mozione di sfiducia individuale ai danni del Ministro dell'Economia Roberto Gualtieri.
Dopo uno stop di oltre un mese che di fatto ha "ibernato" la Politica, e non solo l'Italia, la fase due dell'emergenza passa dalla parlamentarizzazione delle misure da attuare per fronteggiare l'avanzata del virus alla gestione della riapertura delle scuole.
Nel mezzo avanzano proposte e critiche che vanno dalle cartelle esattoriali, alla riapertura più veloce delle attività commerciali rispetto ai tempi prospettati dal governo e dal comitato tecnico scientifico; dalla "sgrammaticatura giuridica di ricondurre alle Faq del governo la spiegazione della fattispecie di congiunti da incontrare" alle messe domenicali; dall'eventuale riapertura in modalità sperimentale di nidi e scuole dell'infanzia, centri estivi e ad altre attività ludico-educative per i bambini, alle accuse di abusare troppo dei Decreti ministeriali (Dpcm).