Legambiente: in Italia 400 km di costa a rischio inondazione
Minacciate dall'innalzamento dei mari anche città come Venezia, Trieste, Ravenna, la foce del Pescara, il golfo di Taranto, La Spezia, Cagliari, Oristano, Trapani, Marsala, Gioia Tauro, per una perdita di territorio pari a oltre 5600 chilometri quadrati
In Italia sono impressionanti gli scenari di allagamento delle coste italiane elaborati da Enea, in collaborazione con CNR e altri centri di ricerca universitari italiani ed esteri, che mostrano come a rischio inondazione ci sia un'area pari a quella della Liguria. È quanto emerge dal rapporto 2019 dell'Osservatorio sui cambiamenti climatici di Legambiente.
In totale per il nostro Paese sono state individuate 40 aree costiere a rischio inondazione: 13 di queste aree sono state mappate, per un totale di 384,8 km di costa allagata, corrispondente alla perdita di territorio pari a 5686,4 kmq.
In particolare sono a rischio:
Al Centro-nord
Una vasta area nord adriatica tra Trieste, Venezia e Ravenna.
La foce del Pescara, del Sangro e del Tronto in Abruzzo.
L’area di Lesina (Foggia) e di Taranto in Puglia.
La Spezia in Liguria.
Tratti della Versilia, Cecina, Follonica, Piombino, Marina di Campo sull’Isola d’Elba e le aree di Grosseto e di Albinia in Toscana.
Al Centro-Sud
La piana Pontina, di Fondi e la foce del Tevere nel Lazio.
La piana del Volturno e del Sele in Campania.
L'area di Cagliari, Oristano, Fertilia, Orosei, Colostrai (Muravera) e di Nodigheddu, Pilo, Platamona e Valledoria (Sassari), di Porto Pollo e di Lido del Sole (Olbia) in Sardegna.
Metaponto in Basilicata.
Granelli (Siracusa), Noto (Siracusa), Pantano Logarini (Ragusa) e le aree di Trapani e Marsala in Sicilia.
Gioia Tauro (Reggio Calabria) e Santa Eufemia (Catanzaro) in Calabria.