Libano. Migliaia in piazza chiedono le dimissioni del governo
Quarto giorno di manifestazioni contro le politiche di austerity del governo che aveva annunciato nuove tasse
Quarto giorno consecutivo di proteste in Libano contro le politiche di austerity del governo.
La crisi economico-sociale sfociata in proteste fa scricchiolare l'esecutivo: ieri il partito Forze Libanesi (cristiano maronita) ha ritirato i suoi quattro ministri. Lo ha reso noto Samir Geagea, che è il presidente esecutivo del partito. "Non abbiamo visto alcuna seria intenzione da parte del governo di affrontare la crisi. Le difficoltà che affronta il Paese sono senza precedenti. Siamo convinti che il governo non sia capace di prendere le misure necessarie per affrontare la situazione".
I manifestanti, che da giovedì sfilano in piazza, chiedono le dimissioni dell'intero governo del premier Saad Hariri. "Chiediamo che tutti ci raggiungano in piazza oggi, e anche domani, per costringere il governo alle dimissioni", spiegano gli attivisti.
Nel tentativo di placare le decine di migliaia di manifestanti scesi in piazza ieri, il ministro delle Finanze Ali Hassan Khalil aveva annunciato, al termine di un incontro con il primo ministro, che il governo non imporrà nuove tasse sulla popolazione: una "soluzione rassicurante", ha scritto il presidente libanese Michel Aoun in un tweet.
الرئيس عون أمام زواره: سيكون هناك حل مطمئن للأزمة
— Lebanese Presidency (@LBpresidency) October 19, 2019