Libano, blocchi delle strade e scontri tra manifestanti e polizia
I manifestanti libanesi sono scesi in piazza contro il governo per il decimo giorno consecutivo, facendo barricate e bloccando il traffico della capitale Beirut. La richiesta è sempre la stessa: rimozione totale dell'attuale classe politica. Le strade principali sono rimaste chiuse in tutto il paese, mentre l'esercito ha cercato di riaprire le rotte chiave
L'esercito libanese ha iniziato un'operazione per riaprire le strade principali bloccate dai manifestanti che da 10 giorni protestano contro i leader politici di Beirut. Secondo l'emittente 'Lbci', stamane i manifestanti hanno di nuovo occupato alcune delle strade principali della capitale, inclusa quella che porta all'aeroporto e quella costiera che collega Beirut a Tripoli, la seconda città del Paese, e al nord. In una nota le forze armate hanno invitato i dimostranti ad astenersi da questo genere di azioni e a "rispettare la libertà di circolazione".
Ieri il primo ministro Saad Hariri ha avuto un colloquio con il presidente Michel Aoun a seguito di un discorso pronunciato dal segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, il quale ha affermato che l'eventuale caduta del governo porterebbe il Libano al "caos" e al "collasso" dell'economia.
A nord-est di Beirut, decine di manifestanti hanno formato una catena umana per impedire all'esercito di rimuovere uno sbarramento di terra battuta che blocca una strada sul mare. Nel centro di Beirut, si sono seduti a gambe incrociate su un'arteria chiave che collega la capitale ai suoi sobborghi e alle regioni circostanti, ma in seguito l'esercito li ha dispersi e liberato il passaggio.