Lo spettacolo dei "castelli umani" di Tarragona
Tra le torri umane spunta l'Estelada, la bandiera indipendentista catalana
Quarantadue squadre di "castellers" si sono date appuntamento nella città nord-orientale di Tarragona, in Catalogna, per sfidarsi nella costruzione di torri umane. Il concorso biennale si è svolto per la prima volta dal fallito referendum sull'indipendenza catalana del 2017, che è stato vietato dalla corte spagnola e dal governo perché ritenuto incostituzionale. Anche se la competizione non ha una connotazione politica, la costruzione di torri umane, dichiarata patrimonio culturale e immateriale dell'umanità dall'UNESCO, è una tradizione fortemente radicata nella cultura catalana. Così un'enorme Estelada, la bandiera indipendentista catalana, è stata dispiegata all'interno della piazza mentre la gente cantava l'inno nazionale della Catalogna, "Els Segadors". I sondaggi di opinione in Catalogna mostrano una divisione relativamente uniforme tra coloro che preferiscono rimanere in Spagna e quelli che vogliono separarsi. La gara di torri umane arriva quasi una settimana dopo le tensioni scoppiate nel primo anniversario del referendum (il primo ottobre) quando i manifestanti hanno bloccato strade e binari e tentato di assaltare il parlamento catalano a Barcellona.
Che cosa sono le torri umane
La tradizione dei "castellers" ha origine a Valls in Catalogna verso la fine del 18° secolo ed è stata dichiarata, nel 2010, "capolavoro del patrimonio orale e immateriale dell'umanità", dall'Unesco. Ogni squadra è composta anche da duecento persone che salgono in piedi l'una sulle spalle dell'altra fino a formare una torre della maggior complessità possibile. Una torre può arrivare ad altezze di nove-dieci piani. Vince la squadra che riesce a costruire e poi smantellare la torre nel modo più ordinato possibile.