Londra annega nel Prosecco. Prodotto inflazionato e Brexit le cause del declino?
Dopo anni di travolgente successo quest'anno le vendite sono cresciute solo del 5%. Una ricerca suggerisce che il Regno Unito potrebbe essere arrivato al punto di saturazione del popolare vino frizzante italiano.
Sul prato della St. George Chapel nel Castello di Windsor si è finito di brindare da poco al matrimonio reale dell'anno tra il Principe Harry e Meghan Markle, ed è molto probabile che lo si sia fatto con un bicchiere di Prosecco. Del resto una popolare catena di supermercati britannici pochi giorni prima delle nozze aveva lanciato un'offertona dal nome frizzante "Markle Sparkle" ( 'sparkling wine' è l'espressione inglese che indica il vino con le bollicine). Ma la fine dell'ondata di successo che il Prosecco vive nel Regno Unito da circa un decennio potrebbe essere in vista. Le vendite di spumanti hanno continuato a salire anche negli ultimi dodici mesi, ma a un ritmo assai più lento, lasciando immaginare che oltre Manica si potrebbe essere vicini al "picco del prosecco", un picco oltre il quale potrebbe nascondersi un baratro per le vendite.
La ricerca di UHY Hacker Young ha rilevato che lo scorso anno in Gran Bretagna sono stati venduti oltre 135 milioni di litri di vino frizzante (rientra nella ricerca non solo il Prosecco ma anche lo Champagne e il Cava spagnolo) con un incremento del 5% rispetto ai 12 mesi precedenti. Si tratta tuttavia dell'aumento più basso registrato dal 2011 - fino a poco tempo fa gli incrementi annuali erano in doppia cifra. Secondo la ricerca una prima causa del rallentamento è da ricercarsi nella debolezza della Sterlina e dunque nell'aumento dei costi di importazione da Italia e Francia.
The amount of sparkling wine on sale in the UK has increased 5% in a year – but the slowing in growth suggests we may be approaching ‘peak Prosecco’.
— UHY Hacker Young (@UHYHackerYoung) 29 maggio 2018
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UHY Hacker Young suggerisce però che il Prosecco - perché è il vino frizzante italiano che in questi ultimi anni ha vissuto un vero e proprio boom di popolarità in Inghilterra - potrebbe risentire della sovraesposizione del marchio e dell'eccesso di offerta nei supermercati. Da vino con una certa aura di esclusività, quasi uno status symbol, a prodotto da discount, il Prosecco rischia, secondo quanto emerge dalla ricerca, di perdere quote di mercato nel Regno Unito, sostituito da vini locali più economici, senza toccare il tema spinoso della contraffazione del marchio. La ricerca sottolinea anche come, per paradosso, la popolarità raggiunta dal vino frizzante grazie al Prosecco, stia trainando oggi la produzione locale inglese anche in chiave di valorizzazione del vino "a chilometro zero". E i produttori di vino di Sua Maestà sono aumentati in 12 mesi del 13%.
Supermercati saturi come il territorio di origine
Il boom mondiale del Prosecco, di cui il successo nel Regno Unito è stato grande parte, non è stato privo di conseguenze per il territorio di provenienza, Valdobbiadene, Conegliano e il Trevigiano. Da anni associazioni ambientaliste locali denunciano il consumo del suolo e lo snaturamento di un territorio agricolo ormai quasi interamente ricoperto da vigneti a monocoltura - 20mila ettari (l'area DOC del Chianti, a confronto, si estende per circa 14mila ettari) per produrre mezzo miliardo di bottiglie all'anno.
Lo sviluppo industriale che aveva fatto del Veneto la "regione dei capannoni" negli anni Settanta e Ottanta si sarebbe riconvertito negli ultimi anni alla remunerativa industria del Prosecco. E' questa la visione dei comitati che si oppongono all'espansione ulteriore del Prosecco oltre che alla sua candidatura a patrimonio dell'UNESCO - candidatura rispetto alla quale è arrivata proprio nei giorni scorsi una prima bocciatura.
Secondo una ricerca dell'Università di Venezia già nel 2012, dunque agli albori del boom, la superficie agricola del territorio di origine del Prosecco era satura, coperta al 65% da vigneti. Una produzione industriale intensiva che ha posto interrogativi riguardo all'uso di fitofarmaci e pesticidi di cui si è occupata più volte anche la trasmissione Report, suscitando polemiche. A questo allarme cerca di dare una risposta la recente decisione dei quindici Comuni che governano il territorio di riferimento e dal 1 gennaio 2019 nei vigneti del prosecco Docg di Conegliano e Valdobbiadene saranno vietati il glifosate e tutti i diserbanti, a parte quelli di origine naturale e biologica.